I bambini che trascorrono più tempo a tavola in famiglia mangiano più frutta e verdura

21 Aprile, 2023

I pasti consumati a tavola in famiglia rappresentano importanti occasioni di condivisione e convivialità, ma possono diventare anche momenti di educazione alimentare per i più piccoli. Secondo i risultati di una metanalisi, è la durata, tra le varie caratteristiche dei pasti, quella che correla con maggiore forza con la qualità nutrizionale della dieta dei bambini.

In questo studio di intervento 50 coppie composte da un genitore e un bambino di età compresa tra 6 e 11 anni, che non seguivano particolari diete, sono state invitate in laboratorio in 2 diverse occasioni per consumare due cene uguali per composizione, a base cioè di piatti tipici tedeschi (pane, formaggi, affettati), con verdura e frutta tagliate a pezzi, ma differenti per il tempo a disposizione: in un caso il tempo dedicato abitualmente ai pasti e nell’altro il 50% in più.

I ricercatori hanno rilevato che i bambini mangiavano un maggior numero di pezzi di frutta e verdura nel corso del pasto più prolungato, nonostante i livelli di assunzione di pane e degli alimenti di origine animale fossero invariati rispetto al pasto di durata abituale. Il maggior tempo trascorso a tavola è risultato associato a un minore numero di masticazioni per minuto e una maggiore sensazione di sazietà nella fase postprandiale, in assenza di effetti sulla comunicazione interpersonale.

I maggiori consumi di frutta e verdura da parte dei bambini che restavano a tavola più a lungo corrispondevano in media a circa 100 g, ovvero a una piccola porzione: una quantità modesta ma rilevante rispetto al totale giornaliero consumato nell’infanzia, se si pensa che una porzione giornaliera in più di questi alimenti si associa a una riduzione del 6-7% circa del rischio cardiometabolico.

Oltre all’effetto a breve termine, la maggiore durata del pasto può avere anche conseguenze favorevoli protratte nel tempo: la più lenta assunzione di cibo durante i pasti più lunghi e la successiva maggiore sazietà sono potenzialmente correlati con la diminuzione del rischio di obesità nei bambini, attribuibile almeno in parte alla riduzione della tendenza a consumare spuntini tra i pasti principali.

In conclusione, secondo questa ricerca, oltre che alla scelta dei cibi da proporre a tutta la famiglia e alla presenza di frutta e verdura, nelle case in cui vivono bambini bisognerebbe prestare più attenzione anche al tempo da dedicare ai pasti.

Effect of Longer Family Meals on Children’s Fruit and Vegetable Intake: A Randomized Clinical Trial

Dallacker M, Knobl V, Hertwig R, Mata J.
JAMA Netw Open. 2023 Apr 3;6(4):e236331. doi: 10.1001/jamanetworkopen.2023.6331.

IMPORTANCE: Family meals are a formative learning environment that shapes children’s food choices and preferences. As such, they are an ideal setting for efforts to improve children’s nutritional health.
OBJECTIVE: To examine the effect of extending the duration of family meals on the fruit and vegetable intake in children.
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS: This randomized clinical trial used a within-dyad manipulation design and was conducted from November 8, 2016, to May 5, 2017, in a family meal laboratory in Berlin, Germany. Included in the trial were children aged 6 to 11 years who did not follow a special diet or have food allergies and adult parents who served as the nutritional gatekeeper in the household (ie, the family member responsible for at least half of the food planning and preparation). All participants underwent 2 conditions: control, defined as regular family mealtime duration, and intervention, defined as 50% longer mealtime duration (10 minutes longer on average). Participants were randomized to the condition they would complete first. Statistical analyses of the full sample were conducted between June 2 and October 30, 2022.
INTERVENTIONS: Participants had 2 free evening meals under different conditions. In the control or regular condition, each dyad ate in the same amount of time as their reported regular mealtime duration. In the intervention or longer condition, each dyad had 50% more time to eat than their reported regular mealtime duration.
MAIN OUTCOMES AND MEASURES: The primary outcome was the number of pieces of fruits and vegetables eaten by the child during a meal.
RESULTS: A total of 50 parent-child dyads participated in the trial. Parents had a mean (range) age of 43 (28-55 years) years and were predominantly mothers (36 [72%]). Children had a mean (range) age of 8 (6-11) years and included an equal number of girls and boys (25 [50%]). Children ate significantly more pieces of fruits (t49 = 2.36, P = .01; mean difference [MD], 3.32 [95% CI, 0.96 to ∞]; Cohen d = 0.33) and vegetables (t49 = 3.66, P < .001; MD, 4.05 [95% CI, 2.19 to ∞]; Cohen d = 0.52) in the longer condition than in the regular mealtime duration condition. Consumption of bread and cold cuts did not significantly differ between conditions. The children’s eating rate (bites per minute over the regular mealtime duration) was significantly lower in the longer than in the regular condition (t49 = -7.60, P < .001; MD, -0.72 [95% CI, -0.56 to ∞]; Cohen d = 1.08). Children reported significantly higher satiety after the longer condition (V = 36.5, P < .001).
CONCLUSIONS AND RELEVANCE: Results of this randomized clinical trial suggest that the simple, low-threshold intervention of increasing family mealtime duration by approximately 10 minutes can improve the quality of children’s diet and eating behavior. The findings underscore the potential for such an intervention to improve public health.

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