Fruttosio da diverse fonti alimentari: è davvero il principale imputato del “fegato grasso”?

14 Gennaio, 2026

La MASLD (Metabolic Dysfunction-Associated Steatotic Liver Disease) è una condizione molto frequente, caratterizzata da un accumulo di tessuto adiposo nel fegato associato ad almeno un altro problema metabolico, come sovrappeso, pressione alta, glicemia elevata o alterazioni del profilo lipidico plasmatico. La MASLD che nel tempo può aumentare il rischio di complicanze, sia a livello epatico sia cardiovascolari, viene spesso associata in letteratura all’eccessivo apporto alimentare di fruttosio.

Per raccogliere ulteriori informazioni sull’argomento, gli autori di questo articolo hanno analizzato i dati di uno studio condotto nella Finlandia orientale, il KIHD Study, su adulti di mezza età e anziani. Un gruppo di 767 individui, tratti da un campione di ampiezza circa doppia arruolato tra il 1998 ed il 2001, è stato riesaminato dopo un follow-up medio di 7 anni, correlando l’apporto alimentare di fruttosio, rilevato mediante un diario alimentare di 4 giorni, con la presenza di una diagnosi di MASLD, basata su un complesso algoritmo che tiene conto dei valori del BMI, della circonferenza addominale, dei livelli plasmatici dei trigliceridi e della gGT (gamma-glutamil transferasi), un enzima epatico.

Dai diari alimentari è emerso che i partecipanti assumevano in media 33 grammi di fruttosio al giorno (il 7,4% dell’energia totale), che derivavano per il 35% da zucchero o altri dolcificanti, per il 20% da frutta e frutti di bosco e per il 19% da bibite e succhi di frutta.

Con una certa sorpresa gli autori hanno osservato che sia all’inizio dello studio sia durante il follow-up i soggetti con maggiore apporto alimentare di fruttosio (specie se assunto con zucchero o dolcificanti) mostravano una probabilità sensibilmente più bassa di essere portatori di MASLD o di sviluppare questa patologia nel tempo, rispetto a chi ne consumava meno. Il fruttosio derivato da frutta e bevande non mostrava invece, nel complesso, una chiara correlazione con questa condizione.

A livelli di consumo medi (da vita reale), il fruttosio non risulta quindi chiaramente associato alla MASLD, non confermando quindi l’indicazione, spesso proposta dalla letteratura, che il fruttosio stesso sia il driver principale di questa frequente condizione dismetabolica. Trattandosi di uno studio osservazionale, non è ovviamente possibile trarre alcuna conclusione di tipo causale (e nemmeno, per contro, escluderla). Si può tuttavia considerare probabile che sia più rilevante, nella genesi della MASLD, un’alterazione complessiva dello stile alimentare e di vita delle persone colpite, che includa eccesso calorico, aumento di peso, sedentarietà, scarsa qualità generale della dieta.

Effects of energy-matched low- versus high-carbohydrate diets on glycaemic control, lipid profile, and body composition in healthy adults: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials

Saarinen RH, Virtanen HEK, Hantunen S, Salonen JT, Tuomainen T-P, Virtanen JK.
J Nutr. 2026. Epub ahead of print.

BACKGROUND: Metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease (MASLD) is the leading cause of liver diseases. Fructose intake has been associated with liver fat accumulation, but less is known whether the associations differ based on the source of fructose.
OBJECTIVE: We investigated the cross-sectional and longitudinal associations of intake of total fructose and fructose from different sources with risk of MASLD among middle-aged and older people from Eastern Finland.
METHODS: The cross-sectional analyses included 666 males and 865 females aged 53-73 years, examined in 1998-2001. The longitudinal analyses included 300 males and 467 females examined again in 2005-2008. Fructose intake was assessed with 4-day food record. Fatty liver index (FLI) was used as a surrogate for liver fat content. MASLD was defined as FLI ≥60 and presence of ≥1 cardiometabolic risk factors. ANOVA and multivariable-adjusted logistic regression were used for analyses.
RESULTS: The mean total fructose intake was 33 g/d (SD 13.4, 7.4% of the total energy intake), with sweeteners (mainly sugar, 34.5% of the total fructose intake), fruits and berries (20.2%), and beverages (18.9%) being the major sources. In the cross-sectional analyses, participants with higher total fructose intake had 43% lower odds for MASLD (95% CI 10-64%) in those in the highest (>39.7 g/day) vs. the lowest (<24.6 g/day) intake quartile (P-trend across quartiles=0.02). Among the sources of fructose, the strongest inverse associations were observed with fructose from sweeteners. In the longitudinal analyses, total fructose intake was not associated with MASLD. However, fructose from sweeteners again had a strong inverse association with odds for MASLD (78% lower odds in the highest vs. the lowest quartile, 95% CI 49-90%, P-trend<0.001). Fructose from fruits and berries or from beverages was not associated with MASLD.
CONCLUSIONS: In middle-aged and older Finnish adults, higher fructose intake, especially from sweeteners, was associated with lower odds for MASLD.

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