Fibre alimentari e colesterolemia: alcune sono più efficaci di altre nell’influenzare questo fattore di rischio cardiovascolare

08 Settembre, 2022

Negli ultimi 50 anni, numerosi studi osservazionali e trial clinici hanno sostenuto il ruolo delle diete ad alto contenuto di fibre nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Tale effetto è generalmente attribuito, almeno in parte, alla capacità di questi composti di contribuire al controllo della colesterolemia.

Gli autori di questa revisione sistematica con metanalisi hanno voluto indagare più a fondo sull’argomento, valutando e confrontando l’effetto di differenti tipologie di fibra alimentare su alcuni marker lipidici di rischio cardiovascolare in adulti con o senza ipercolesterolemia.

I risultati dell’analisi di 89 studi randomizzati e controllati condotti tra Nord America, Europa e Asia, hanno dimostrato che, mediamente, una dose di circa 7 g al giorno di una fibra viscosa, come il βglucano presente nell’avena e nell’orzo, la gomma di guar, lo psillio o il glucomannano, che possono essere assunti come integratori, si associa a una maggiore riduzione dei livelli di colesterolo LDL, non-HDL e ApoB, rispetto alla fibra non viscosa, come la cellulosa, le emicellulose e le lignine contenute in grano, riso e mais.

Analizzando singolarmente le fibre alimentari viscose, è emerso anche che il glucomannano e la gomma di guar, generalmente più viscose, e utilizzate in quantità in media più elevate, hanno un effetto ipocolesterolemizzate superiore a quelle meno viscose. Si ritiene che queste fibre, grazie alla loro viscosità, siano in grado di legarsi agli acidi biliari, facilitandone l’escrezione fecale e attivando di riflesso la loro resintesi a partire dal colesterolo, la cui concentrazione quindi si ridurrebbe; si osserverebbe anche un effetto diretto di riduzione dell’assorbimento del colesterolo stesso a livello intestinale.

Questi risultati, concludono gli autori, costituiscono una prova convincente a sostegno delle raccomandazioni che pongono particolare enfasi sulla tipologia di fibre da preferire per la prevenzione del rischio cardiovascolare, favorendo il consumo di alimenti contenenti fibre viscose come avena, legumi, frutta e verdura (come le mele, le arance, le melanzane e i cavoletti di Bruxelles).

Are all fibres created equal with respect to lipid lowering? Comparing the effect of viscous dietary fibre to non-viscous fibre from cereal sources: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials

Jovanovski E, Nguyen M, Kurahashi Y, Komishon A, Li D, Hoang Vi Thanh H, et al.
Br J Nutr. 2022 Aug 5:1-13. doi: 10.1017/S0007114522002355. Epub ahead of print.

Although compelling evidence from observational studies supports a positive association between consumption of cereal fibre and CVD risk reduction, randomised controlled trials (RCT) often target viscous fibre type as the prospective contributor to lipid lowering to reduce CVD risk. The objective of our study is to compare the lipids-lowering effects of viscous dietary fibre to non-viscous, cereal-type fibre in clinical studies. RCT that evaluated the effect of viscous dietary fibre compared with non-viscous, cereal fibre on LDL cholesterol and alternative lipid markers, with a duration of ≥ 3 weeks, in adults with or without hypercholesterolaemia were included. Medline, EMBASE, CINAHL and the Cochrane Central Register were searched through October 19, 2021. Data were extracted and assessed by two independent reviewers. The generic inverse variance method with random effects model was utilised to pool the data which were expressed as mean differences (MD) with 95 % CI. Eighty-nine trials met eligibility criteria (n 4755). MD for the effect of viscous dietary fibre compared with non-viscous cereal fibre were LDL cholesterol (MD = -0·26 mmol/l; 95 % CI: -0·30, -0·22 mmol/l; P < 0·01), non-HDL cholesterol (MD = -0·33 mmol/l; 95 % CI: -0·39, -0·28 mmol/l; P < 0·01) and Apo-B (MD = -0·04 g/l; 95 % CI: -0·06, -0·03 g/l; P < 0·01). Viscous dietary fibre reduces LDL cholesterol and alternative lipid markers relative to the fibre from cereal sources, hence may be a preferred type of fibre-based dietary intervention targeting CVD risk reduction.

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