Effetti relativi dei macronutrienti sulla funzionalità renale: nuovi dati da uno studio di randomizzazione mendeliana

22 Febbraio, 2021

Limitare l’assunzione di proteine ​​è tra le principali indicazioni dietetiche per tenere sotto controllo, o rallentare, il decorso della malattia cronica renale, una patologia che, in maniera lenta e progressiva porta ad una condizione irreversibile di insufficienza della funzionalità renale. Tuttavia, ad oggi è ancora acceso il dibattito riguardo l’opportunità della restrizione proteica, strategia quale per ridurre il rischio di malattia cronica renale nella popolazione generale sana.
In questo studio gli autori hanno per prima cosa esaminato l’associazione tra livelli di assunzione di proteine,carboidratie lipidi e rischio di malattia renale in oltre 65.000 volontari, di età media pari a 57 anni, afferenti alla coorte Biobank britannica. Successivamente hanno analizzato, mediante la tecnica della randomizzazione mendeliana, gli effetti dei polimorfismi associati al metabolismo dei macronutrienti sul rischio di sviluppare la stessa patologia.
Nella popolazione osservata circa il 35% delle calorie totali giornaliere provenienti da grassi, il 15% da proteine ​​e circa il 50% dacarboidrati. Il dato interessante emerso è che, in soggetti con una normale funzione renale (e cioè con un volume di filtrazione glomerulare di 60 mL/min e più) un apporto proteico relativo più elevato era associato ad un rischio ridotto del 46% di sviluppo nel tempo un’insufficienza renale conclamata. L’analisi di randomizzazione mendeliana, che permette di superare alcuni limiti degli studi osservazionali (come fattori di confondimento e causalità inversa, dove di fatto si inverte la causa con l’effetto), consentendo una migliore comprensione della causalità delle associazioni rilevate, ha confermato che un maggiore apporto relativo di proteine ​​era causalmente collegato ad un minor rischio di malattia cronica renale. Un aumento dell’assunzione relativa di grassi, al contrario, era associato ad un aumento del rischio di compromissione della funzionalità renale.
In conclusione, mentre nella popolazione nefropatica evitare il sovraccarico proteico (ma anche ridurre il sodio e gli alimenti che lo contengono per tenere sotto controllo la pressione) è determinante per ridurre il rischio di peggiorare o accelerare l’esito della malattia, nella popolazione sana bilanciare adeguatamente i macronutrienti riducendo l’assunzione di grassi e aumentando quella di proteine ​​non comporta problemi per la funzionalità renale.

Effetti causali dell’assunzione relativa di grassi, proteine ​​e carboidrati sulla malattia renale cronica: uno studio di randomizzazione mendeliana

Park S, Lee S, Kim Y, Lee Y, Kang MW, Kim K, Kim YC, Han SS, Lee H, Lee JP, Joo KW, Lim CS, Kim YS, Kim DK.
Sono J Clin Nutr. 2021;nqaa379. doi:10.1093/ajcn/nqaa379 [pubblicato online prima della stampa, 10 febbraio 2021].

BACKGROUND: Gli effetti di macronutrienti specifici sulla funzione renale indipendentemente dall’apporto calorico totale sono stati studiati raramente, sebbene sia stato segnalato che la composizione dell’assunzione di macronutrienti influisce sugli esiti di salute.
OBIETTIVI: Abbiamo mirato a studiare gli effetti dei rapporti di assunzione di macronutrienti sul rischio di malattia renale cronica (CKD) mediante analisi di randomizzazione mendeliana (MR).
METODI: Lo studio era uno studio osservazionale di coorte basato principalmente sulla biobanca del Regno Unito e comprendente analisi RM. Innanzitutto, abbiamo valutato la composizione relativa dei macronutrienti di base, ovvero il numero di calorie di ciascun macronutriente diviso per l’apporto calorico totale, delle diete dei partecipanti alla UK Biobank e abbiamo utilizzato la regressione di Cox per valutare l’incidenza della malattia renale allo stadio terminale ( ESKD) in 65.164 partecipanti con funzionalità renale normale [velocità di filtrazione glomerulare stimata (eGFR) ≥ 60 ml/min/1,73 m2]. Abbiamo implementato uno strumento genetico per l’assunzione relativa di grassi, proteine ​​e carboidrati sviluppato da un precedente studio di associazione sull’intero genoma (GWAS) ed eseguito l’analisi MR. La RM a due campioni è stata eseguita con le statistiche riassuntive dell’indipendente CKDGen GWAS per i tratti della funzionalità renale (n = 567.460), inclusa la CKD (eGFR <60 ml/min/1,73 m2) e l’eGFR trasformato in log.
RISULTATI: La composizione mediana relativa dell’assunzione di macronutrienti al basale era del 35% di grassi, 15% di proteine ​​e 50% di carboidrati. Un apporto proteico relativo più elevato nei soggetti con funzionalità renale normale è stato significativamente associato a un rischio inferiore di ESKD incidente (HR: 0,54; IC 95%: 0,30, 0,95) nell’indagine osservazionale. La MR di due campioni ha indicato che l’aumento dell’assunzione relativa di grassi ha aumentato causalmente il rischio di compromissione della funzionalità renale [CKD (OR: 1,94; IC 95%: 1,39, 2,71); log eGFR (β: -0,036; IC 95%: -0,048, -0,024)] e che un maggiore apporto proteico relativo era causalmente collegato a un rischio di malattia renale cronica inferiore [CKD (OR: 0,50; IC 95%: 0,35, 0,72); log eGFR (β: 0,044; IC 95%: 0,030, 0,058)].
Conclusioni: una composizione desiderabile di macronutrienti, compreso un elevato apporto relativo di proteine ​​e un basso apporto relativo di grassi, può ridurre causalmente il rischio di insufficienza renale cronica nella popolazione generale.

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