Effetti a lungo termine della dieta sulla salute cardiovascolare nella adolescenza e in età adulta: i dati raccolti in 25 anni di osservazione in una coorte americana di genitori e figli

18 Ottobre, 2024

Le abitudini alimentari svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo di condizioni come obesità, ipertensione e diabete, importanti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, che rappresentano la principale causa di morte negli Stati Uniti, con 697.000 decessi all’anno. La dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension) è stata indicata come una delle più efficaci nel tenere sotto controllo la pressione sanguigna e migliorare la salute cardiovascolare. Tuttavia, sono ancora poche le evidenze su come la qualità della dieta evolva dall’infanzia all’età adulta e come influenzi i fattori di rischio cardiovascolare a lungo termine.

Per lo studio Princeton Lipid Research sono stati analizzati dati raccolti tra il 1970 e il 1998-2003 in una popolazione composta da 221 genitori e 606 figli di circa 12 anni di età all’inizio dell’osservazione: la qualità della dieta è stata misurata mediante l’indice di adesione al modello DASH. Durante il follow up questo indice ha mostrato un miglioramento modesto nei genitori, passando da un punteggio medio di 1,4 a 2,1 su 8 punti, mentre nei figli è rimasto invariato a 1,6. Tuttavia, l’aderenza alla dieta DASH rimaneva complessivamente bassa nel tempo e solo il 13% circa dei genitori e il 5% circa dei figli seguivano le indicazioni delle linee guida. Non è stata riscontrata alcuna correlazione significativa tra il miglioramento della qualità della dieta e i livelli dei principali fattori di rischio cardiovascolare, come glicemia, pressione arteriosa e profilo lipidico. Tuttavia, alcuni nutrienti specifici sono invece risultati correlati ai fattori di rischio. Nei genitori, un maggior consumo di grassi saturi è stato associato a livelli elevati di glucosio nel sangue e di colesterolo LDL, e quindi all’aumento del rischio di diabete e dislipidemia. Al contrario, l’aumento dell’assunzione di niacina è stato associato a un miglior controllo del glucosio e a una riduzione del rischio di diabete. Nei figli è stata identificata una correlazione tra l’apporto di niacina all’inizio del follow up e una riduzione del rischio di ipertensione e dislipidemia, suggerendo che questo micronutriente possa avere effetti protettivi.

Nonostante il miglioramento modesto nella qualità della dieta, la bassa aderenza alla dieta DASH non consente di ottenere una riduzione significativa dei fattori di rischio considerati. Tuttavia, nutrienti come i grassi saturi e la niacina hanno mostrato un impatto specifico su importanti parametri metabolici, evidenziando la necessità di migliorare ulteriormente la qualità della dieta per una prevenzione efficace delle malattie cardiovascolari.

The contribution of dietary composition over 25 years to cardiovascular risk factors in childhood and adulthood: the Princeton Lipid Research Study

Beck LC, Woo JG.
Br J Nutr. 2024 Oct 9:1-12. Epub ahead of print.

Diet is a contributing factor to CVD risk, but how diet quality changes over the long term and contributes to CVD risk is less well studied. Diet data were analysed from parents and offspring from the Princeton Lipid Research Study (24-h recall in the 1970s; Block FFQ in 1998). Diet quality was assessed using an 8-point Dietary Approaches to Stop Hypertension nutrient-based scoring index, including a new method for scoring in children, as well as examining twelve key macro/micronutrients. Outcomes included blood glucose, blood pressure, serum lipids and BMI. The analysis included 221 parents (39 % male, mean age 38·9 ± 6·5 at baseline and 66·6 ± 6·6 at follow-up) and 606 offspring (45 % male, 11·9 ± 3·2 at baseline and 38·5 ± 3·6 at follow-up). Parents’ Dietary Approaches to Stop Hypertension score increased slightly from baseline to follow-up (1·4 ± 1·0 and 2·1 ± 1·3, respectively, P < 0·001), while offspring remained consistent (1·6 ± 0·9 and 1·6 ± 1·1, respectively, P = 0·58). Overall, the Dietary Approaches to Stop Hypertension score, adjusted for age, race, sex and BMI, was not significantly associated with any examined outcomes. Of the macro/micronutrients at follow-up, saturated and total fat were associated with increased diabetes and dyslipidaemia in parents, while the inverse was seen with niacin. Among offspring, niacin was associated with lower rates of hypertension and dyslipidaemia. In conclusion, no relationship was detected between Dietary Approaches to Stop Hypertension adherence and disease outcomes. However, both saturated fat and niacin were associated with components of CVD risk, highlighting the need for improved diet quality overall.

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