Diete a ridotto tenore di carboidrati e dimensioni delle lipoproteine LDL

22 Luglio, 2021

Gli effetti dei carboidrati alimentari sui livelli dei lipidi e delle lipoproteine plasmatiche sono da tempo oggetto di indagine. La maggior parte delle evidenze disponibili suggerisce che dopo il consumo di carboidrati semplici o comunque di alimenti a elevato indice glicemico tendano ad aumentare soprattutto i livelli dei trigliceridi plasmatici; tale aumento influenza anche la composizione delle lipoproteine VLDL, che sono le più ricche in trigliceridi. Ne consegue che le LDL circolanti, che derivano dalle VLDL dopo l’attacco degli enzimi lipolitici come la lipoproteinlipasi (o LPL), sono in genere di minori dimensioni, e di maggiore densità, in caso di ipertrigliceridemia, rispetto a quelle reperibili in condizioni normali. Le LDL piccole e dense (cosiddette sdLDL) sembrerebbero più aterogene delle LDL “normali” (perché più ossidabili o più soggette a glicazione, e in grado di migrare più facilmente all’interno della parete arteriosa), e si è pertanto ipotizzato che un aumento della loro concentrazione plasmatica possa tradursi in un aumento del livello di rischio cardiovascolare.

In questo complesso contesto metabolico, gli autori di questa metanalisi hanno valutato se l’adozione di diete a basso tenore di carboidrati, seguite con l’obiettivo di ottenere un calo ponderale, e nelle quali una parte dei carboidrati era sostituita da proteine o grassi, fossero effettivamente in grado di modificare le caratteristiche delle LDL plasmatiche rispetto alle diete di controllo. Complessivamente i risultati di questa ricerca, che ha combinato 38 studi controllati condotti su un totale di oltre 1700 pazienti, confermano che le diete low-carb si associano a significative modificazioni delle caratteristiche e del numero delle LDL plasmatiche, che sono tuttavia di modesta ampiezza.

Il diametro delle LDL del picco principale, che è in media di 22-28 nm, aumenta di 0,5 nm, mentre il loro diametro medio non si modifica. La quota delle LDL piccole e dense tende invece a ridursi, come il numero totale di particelle LDL. Parte di queste variazioni viene attribuita dagli autori alla riduzione del peso corporeo ottenuta tra i soggetti che seguivano una dieta a basso tenore di carboidrati (scompare infatti dopo l’aggiustamento per il BMI). Purtroppo, gli autori non hanno esaminato e discusso il ruolo dei trigliceridi plasmatici in relazione all’evoluzione dei parametri considerati, che poteva essere rilevante.

Nel complesso quindi la metanalisi conferma che una restrizione dei carboidrati alimentari induce un aumento delle dimensioni delle LDL. Tale aumento è peraltro di piccola ampiezza, e molto eterogeneo nei vari studi considerati. Il reale ruolo di queste variazioni nell’influenzare il rischio cardiovascolare va considerato incerto e sono necessari ulteriori studi per una sua migliore comprensione.

Effect of carbohydrate-restricted dietary interventions on LDL particle size and number in adults in the context of weight loss or weight maintenance: a systematic review and meta-analysis

Falkenhain K, Roach LA, McCreary S, McArthur E, Weiss EJ, Francois ME, Little JP.
Am J Clin Nutr. 2021 Jun 22:nqab212. doi: 10.1093/ajcn/nqab212. Epub ahead of print.

BACKGROUND: LDL particle size and number (LDL-P) are emerging lipid risk factors. Nonsystematic reviews have suggested that diets lower in carbohydrates and higher in fats may result in increased LDL particle size when compared with higher-carbohydrate diets.
OBJECTIVES: This study aimed to systematically review available evidence and conduct meta-analyses of studies addressing the association of carbohydrate restriction with LDL particle size and LDL-P.
METHODS: We searched 6 electronic databases on 4 January, 2021 for randomized trials of any length that reported on dietary carbohydrate restriction (intervention) compared with higher carbohydrate intake (control). We calculated standardized mean differences (SMDs) in LDL particle size and LDL-P between the intervention and control groups of eligible studies, and pooled effect sizes using random-effects models. We performed prespecified subgroup analyses and examined the effect of potential explanatory factors. Internal validity and publication bias were assessed using Cochrane’s risk-of-bias tool and funnel plots, respectively. Studies that could not be meta-analyzed were summarized qualitatively.
RESULTS: This review summarizes findings from 38 randomized trials including a total of 1785 participants. Carbohydrate-restricted dietary interventions were associated with an increase in LDL peak particle size (SMD = 0.50; 95% CI: 0.15, 0.86; P < 0.01) and a reduction in LDL-P (SMD = -0.24; 95% CI: -0.43, -0.06; P = 0.02). The effect of carbohydrate-restricted dietary interventions on LDL peak particle size appeared to be partially explained by differences in weight loss between intervention groups and exploratory analysis revealed a shift from small dense to larger LDL subclasses. No statistically significant association was found between carbohydrate-restricted dietary interventions and mean LDL particle size (SMD = 0.20; 95% CI: -0.29, 0.69; P = 0.37).
CONCLUSIONS: The available evidence indicates that dietary interventions restricted in carbohydrates increase LDL peak particle size and decrease the numbers of total and small LDL particles.

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