Dieta mima-digiuno e invecchiamento: i risultati di uno studio sperimentale su volontari sani

06 Maggio, 2024

Sono ormai numerosi gli studi che attribuiscono un possibile ruolo al digiuno periodico nel migliorare lo stato di salute dell’organismo, attivando diffusi fenomeni di rigenerazione e rinnovamento cellulare. Per ridurre il disagio e gli effetti collaterali tipici del digiuno completo, alcuni ricercatori hanno sviluppato la cosiddetta dieta “mima-digiuno”: un modello alimentare a base vegetale, ipocalorico e con un basso tenore in proteine, che sarebbe in grado di simulare gli effetti del digiuno, abbassando per esempio i livelli di alcuni marcatori tipici dell’invecchiamento come l’IGF-1 e l’insulina.

Alcuni ricercatori californiani hanno esplorato, in volontari sani, gli effetti di tre cicli di una dieta mima-digiuno, ciascuno della durata di 5 giorni, alternati a 25 giorni di alimentazione normale, su parametri biologici di varia natura. I risultati dello studio hanno mostrato in particolare una riduzione significativa della resistenza all’insulina, dei marker del prediabete, e del grasso epatico; si è inoltre osservato un aumento del rapporto tra linfociti e granulociti, che si considera indicativo di un ringiovanimento del sistema immunitario. Va tuttavia sottolineato che più di un terzo dei soggetti arruolati ha abbandonato lo studio prima di aver portato a termine il protocollo previsto.

Le variazioni dei parametri biochimici rilevate nei partecipanti, dopo i tre cicli di dieta mima-digiuno, corrisponderebbero secondo gli autori a una diminuzione dell’età biologica di 2,5 anni, indipendente dalla perdita di peso. Questo decremento nell’età biologica segnalerebbe un potenziale rallentamento del processo di invecchiamento e una riduzione del rischio di malattie associate all’età, che gli autori hanno in effetti precedentemente osservato in modelli animali.

Va tuttavia rilevato che l’effetto sull’età biologica, piuttosto enfatizzato nella comunicazione al pubblico, è stimato sulla base di un algoritmo matematico sviluppato a partire da meno di 100 soggetti: un modello, quindi, la cui validità per ora è di fatto solo teorica. Le reali implicazioni a lungo termine delle modificazioni biochimiche osservate richiederanno quindi ulteriori studi, di durata maggiore e condotti in vari gruppi di soggetti.

Fasting-mimicking diet causes hepatic and blood markers changes indicating reduced biological age and disease risk

Brandhorst S, Levine ME, Wei M, Shelehchi M, Morgan TE, Nayak KS, et al.
Nat Commun. 2024 Feb 20;15(1):1309.

In mice, periodic cycles of a fasting mimicking diet (FMD) protect normal cells while killing damaged cells including cancer and autoimmune cells, reduce inflammation, promote multi-system regeneration, and extend longevity. Here, we performed secondary and exploratory analysis of blood samples from a randomized clinical trial (NCT02158897) and show that 3 FMD cycles in adult study participants are associated with reduced insulin resistance and other pre-diabetes markers, lower hepatic fat (as determined by magnetic resonance imaging) and increased lymphoid to myeloid ratio: an indicator of immune system age. Based on a validated measure of biological age predictive of morbidity and mortality, 3 FMD cycles were associated with a decrease of 2.5 years in median biological age, independent of weight loss. Nearly identical findings resulted from a second clinical study (NCT04150159). Together these results provide initial support for beneficial effects of the FMD on multiple cardiometabolic risk factors and biomarkers of biological age.

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