Dieta mediterranea e prevenzione secondaria degli eventi cardiovascolari: lo studio CORDIOPREV

27 Maggio, 2022

La prestigiosa rivista medica The Lancet ha da poco pubblicato i risultati di CORDIOPREV, uno studio clinico di prevenzione secondaria delle malattie cardiovascolari condotto dall’Ospedale Universitario Reina Sofia di Cordoba (Spagna). Ad oggi CORDIOPREV può essere considerato uno dei più importanti studi pubblicati nel 2022 in ambito nutrizionale.

Il protocollo dello studio, randomizzato e controllato, prevedeva che a circa 500 pazienti con storia di infarto miocardico, selezionati in modo casuale tra i partecipanti dello studio, fosse consigliato di seguire una dieta a basso tenore di grassi (“low-fat”). Ad altri 500, invece, è stata suggerita una dieta mediterranea nella quale l’olio d’oliva era il tipo di grasso alimentare largamente prevalente: ai pazienti di questo gruppo è stato donato 1 litro di olio d’oliva extra vergine per famiglia e per settimana. Lo studio è durato 7 anni, al termine dei quali il gruppo che consumava olio d’oliva ha mostrato una riduzione del rischio cardiovascolare del 26% rispetto al gruppo con dieta ipolipidica. Negli uomini la riduzione del rischio è stata invece più ampia, e pari al 33%.

In nessuno dei due gruppi si è invece registrata una modificazione significativa del profilo lipidico (da notare che questi pazienti sono poli-trattati e quasi tutti assumono statine o altri farmaci ipocolesterolemizzanti).

Il CORDIOPREV è quindi importante perché è il primo studio che dimostra come ai pazienti con storia di eventi cardiovascolari (in questo caso infartuati) non sia utile suggerire una dieta povera di grassi, ma vada invece proposta una dieta che prevede il consumo di olio d’oliva nell’ambito di un modello mediterraneo.
Questo studio rimarca quindi come – contrariamente a quanto spesso si ritiene – ridurre drasticamente il consumo grassi abbia ben pochi effetti favorevoli in termini di prevenzione cardiovascolare, confermando i dati di un altro studio americano condotto invece in prevenzione primaria (il Women Health Initiative).

Long-term secondary prevention of cardiovascular disease with a Mediterranean diet and a low-fat diet (CORDIOPREV): a randomised controlled trial

Delgado-Lista J, Alcala-Diaz JF, Torres-Peña JD, Quintana-Navarro GM, Fuentes F, Garcia-Rios A, et al.
Lancet. 2022 May 14;399(10338):1876-1885.

BACKGROUND:Mediterranean and low-fat diets are effective in the primary prevention of cardiovascular disease. We did a long-term randomised trial to compare the effects of these two diets in secondary prevention of cardiovascular disease.
METHODSThe CORDIOPREV study was a single-centre, randomised clinical trial done at the Reina Sofia University Hospital in Córdoba, Spain. Patients with established coronary heart disease (aged 20-75 years) were randomly assigned in a 1:1 ratio by the Andalusian School of Public Health to receive a Mediterranean diet or a low-fat diet intervention, with a follow-up of 7 years. Clinical investigators (physicians, investigators, and clinical endpoint committee members) were masked to treatment assignment; participants were not. A team of dietitians did the dietary interventions. The primary outcome (assessed by intention to treat) was a composite of major cardiovascular events, including myocardial infarction, revascularisation, ischaemic stroke, peripheral artery disease, and cardiovascular death.
FINDINGs:From Oct 1, 2009, to Feb 28, 2012, a total of 1002 patients were enrolled, 500 (49·9%) in the low-fat diet group and 502 (50·1%) in the Mediterranean diet group. The mean age was 59·5 years (SD 8·7) and 827 (82·5%) of 1002 patients were men. The primary endpoint occurred in 198 participants: 87 in the Mediterranean diet group and 111 in the low-fat group (crude rate per 1000 person-years: 28·1 [95% CI 27·9-28·3] in the Mediterranean diet group vs 37·7 [37·5-37·9] in the low-fat group, log-rank p=0·039). Multivariable-adjusted hazard ratios (HRs) of the different models ranged from 0·719 (95% CI 0·541-0·957) to 0·753 (0·568-0·998) in favour of the Mediterranean diet. These effects were more evident in men, with primary endpoints occurring in 67 (16·2%) of 414 men in the Mediterranean diet group versus 94 (22·8%) of 413 men in the low-fat diet group (multiadjusted HR 0·669 [95% CI 0·489-0·915], log-rank p=0·013), than in 175 women for whom no difference was found between groups.
INTERPRETATIONIn secondary prevention, the Mediterranean diet was superior to the low-fat diet in preventing major cardiovascular events. Our results are relevant to clinical practice, supporting the use of the Mediterranean diet in secondary prevention.

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