Dieta low-FODMAP nella sindrome dell’intestino irritabile: nuove evidenze

10 Marzo, 2021

Lasindromedell’intestino irritabile, o IBS, è un diffuso disturbo ad andamento cronico, che colpisce circa l’11% della popolazione mondiale, con una maggioreprevalenzanelle donne rispetto agli uomini. Dolore addominale, flatulenza, con variazioni dell’alvo che vanno dalla stitichezza fino ad episodi diarroici ripetuti sono tra i principali sintomi associati a questa condizione, che per la loro intensità e il loro andamento cronico possono compromettere notevolmente la qualità della vita.

L’efficacia della dieta low-FODMAP (e cioè a basso contenuto di FODMAP – Fermentable Oligosaccharides Disaccharides Monosaccharides And Polyols, ovvero oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili) nella riduzione dei sintomi da IBS è stata dimostrata dai risultati di trial clinici, in particolare per quanto riguarda il gonfiore ed il dolore addominale. Una dieta caratterizzata da un ridotto apporto di questicarboidrati, contenuti soprattutto in alimenti vegetali come cereali, legumi e frutta, ma anche nel latte, scarsamente assorbibili e notevolmente fermentabili, apporterebbe infatti benefici a circa il 70% dei pazienti.

Ulteriori conferme dell’efficacia di questo protocollo giungono da una recente revisione sistematica conmetanalisidi 12 studi di intervento: una dieta low-FODMAP ridurrebbe sensibilmente i sintomi intestinali, migliorando notevolmente la qualità della vita, nei soggetti con IBS, rispetto ad altri regimi alimentari (quali diete specifiche per l’IBS,dieta mediterraneae diete di controllo diverse dalla low-FODMAP). Gli autori non hanno invece osservato differenze sostanziali tra le varie diete in termini di diversità del microbiota, o dei livelli di micronutrienti, sia a breve che a lungo termine. Cinque studi su sette hanno anzi rilevato piccoli aumenti nell’apporto di vitamina A, β-carotene, vitamina del gruppo B e selenio con la dieta low-FODMAP; tuttavia, a causa dell’eterogeneità delle metodologie utilizzate e del numero limitato di studi analizzati, i risultati in merito vanno ancora considerati come poco conclusivi.

Efficacia di una dieta a basso contenuto di FODMAP nella sindrome dell’intestino irritabile dell’adulto: una revisione sistematica e una meta-analisi

van Lanen AS, de Bree A, Greyling A.
Eur J Nutr. 2021 febbraio 14. doi: 10.1007/s00394-020-02473-0. Epub prima della stampa.

SCOPO: Questa revisione fornisce una panoramica aggiornata degli studi osservazionali e di intervento che studiano l’effetto di una dieta a basso contenuto di FODMAP (oligo-, di- e monosaccaridi fermentabili e polioli) (LFD) sui sintomi gastrointestinali (GI), sulla qualità della vita (QoL) ), adeguatezza nutrizionale e microbioma intestinale nei pazienti con sindrome dell’intestino irritabile (IBS).
METODI: Abbiamo cercato sistematicamente nella letteratura disponibile fino a ottobre 2020 studi che studiassero l’effetto degli LFD sui sintomi gastrointestinali, sulla qualità della vita, sull’adeguatezza nutrizionale e sul microbioma intestinale nei pazienti con IBS. I dati sono stati rappresentati come differenze medie standardizzate (SMD) per la gravità dell’IBS e come differenze medie (MD) per l’IBS-QoL. Sono state eseguite meta-analisi per le analisi quantitative utilizzando modelli a effetti casuali con pesatura della varianza inversa.
RISULTATI: Dodici articoli (nove studi paralleli, tre studi crossover) sono stati inclusi nella meta-analisi. La LFD ha ridotto la gravità dell’IBS in misura da moderata a ampia rispetto a una dieta di controllo (SMD – 0,66, IC 95% – 0,88, – 0,44, I 2 = 54% )  . Analizzando solo gli studi che hanno utilizzato il questionario IBS-SSS validato,  è stata osservata una riduzione media di 45 punti (IC 95% – 77, – 14; I 2 = 89%). Le analisi dei sottogruppi su aderenza, età, durata dell’intervento, sottotipo di IBS, misura dei risultati e rischio di bias non hanno rivelato risultati significativamente diversi. L’LFD ha anche aumentato i punteggi IBS-QoL, se confrontato con una dieta di controllo (MD 4,93; 95% CI 1,77, 8,08; I 2  = 42%).
CONCLUSIONI: La dieta a basso contenuto di FODMAP riduce i sintomi gastrointestinali e migliora la qualità della vita nei soggetti con IBS rispetto alle diete di controllo. È necessario un lavoro futuro per ottenere risposte definitive sui potenziali effetti a lungo termine di tali diete sull’adeguatezza nutrizionale e sul microbioma intestinale.

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