Dalla variabilità individuale della funzione di specifiche aree cerebrali potrebbe dipendere il successo di un intervento mirato al calo ponderale

12 Maggio, 2022

Il successo di un intervento comportamentale della durata di sei mesi, finalizzato alla perdita di peso, correla con il grado di funzionalità e connettività di due aree cerebrali (che lavorano insieme in sincronia), denominate FN1 e FN2, il cui coinvolgimento nel calo ponderale è stato identificato dallo stesso gruppo di ricercatori nel 2018.

È quanto dimostra questo studio, condotto su 63 soggetti anziani con obesità, che all’inizio dell’intervento sono stati esaminati con una risonanza magnetica (RMN) durante uno stato di riposo, e poi di nuovo dopo essere stati invitati a pensare al loro alimento preferito, immaginandone l’aspetto, il profumo, il sapore, le sensazioni che avrebbero provato consumandolo.

Al termine dello studio, i ricercatori hanno rilevato un’associazione significativa tra la perdita di peso a 6 mesi e la funzione cerebrale in FN1 durante lo stato di riposo, che coinvolge le capacità sensoriali e motorie, e la funzione in FN2 durante lo stato di stimolo alimentare, che include l’autoregolazione e la capacità di focalizzare l’attenzione.

In pratica, nelle persone che non riuscivano a perdere peso, a riposo era più forte la propensione inconscia a perseguire il cibo, mentre durante l’elaborazione dei segnali alimentari si manifestava un deficit nel controllo esecutivo e nel processo di attenzione. Al contrario, i soggetti per i quali l’intervento era più efficace presentavano un’elevata efficienza in FN2.

Gli autori sottolineano che i risultati di questa ricerca forniscono informazioni utili sul ruolo dei complessi circuiti funzionali cerebrali coinvolti nel rapporto tra eccessivo consumo di cibo e peso, e possono aiutare a spiegare perché alcune persone hanno più difficoltà a perdere il peso in eccesso e a mantenerlo nel tempo, in un’ambiente nel quale il livello di esposizione al cibo è elevato per tutti.

Inoltre, la conoscenza dei meccanismi che regolano il controllo dell’assunzione di cibo sia essenziale per consentire di personalizzare gli interventi mirati al calo ponderale, aumentandone l’efficacia.

Longitudinal relationship of baseline functional brain networks with intentional weight loss in older adults

Burdette JH, Bahrami M, Laurienti PJ, Simpson SL, Nicklas BJ, Fanning J, Rejeski WJ.
Obesity (Silver Spring). 2022 Apr;30(4):902-910. doi: 10.1002/oby.23396. PMID: 35333443; PMCID: PMC8969753.

METHODS: Baseline functional magnetic resonance imaging data were collected following an overnight fast in 71 older adults with obesity involved in a weight-loss intervention. Functional brain networks in a resting state and during a food-cue task were analyzed using a mixed-regression framework to examine the relationships between baseline networks and 6-month change in weight.
RESULTS: During the resting condition, the relationship of baseline brain functional connectivity and network clustering in FN1, which includes the visual cortex and sensorimotor areas, was significantly associated with 6-month weight loss. During the food-cue condition, 6-month weight loss was significantly associated with the relationship between baseline brain connectivity and network global efficiency in FN2, which includes executive control, attention, and limbic regions.
CONCLUSION: These findings provide further insight into complex functional circuits in the brain related to successful weight loss and may ultimately aid in developing tailored behavior-based treatment regimens that target specific brain circuitry.

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