Cronotipo individuale e rischio di diabete: il ruolo dello stile di vita

29 Settembre, 2023

La relazione tra cronotipo e salute è periodicamente oggetto di interessanti osservazioni in letteratura, secondo le quali i cosiddetti “gufi”, ovvero le persone che tendono ad addormentarsi tardi la notte e a essere attive più tardi nel corso della mattinata, con un cronotipo quindi serale, presentano un rischio maggiore di sviluppare diabete rispetto alle “allodole”, che sono più attive nella prima parte della giornata.  In questa associazione si ipotizza che siano coinvolti il mancato allineamento dell’alternanza sonno-veglia (e di conseguenza la secrezione ormonale e la termoregolazione) con i ritmi dell’ambiente circostante: sia fisico (alternanza luce-buio) che sociale (ambiente lavorativo, gestione dei pasti, ecc.).

Si focalizza sul ruolo al proposito dei fattori modificabili dello stile di vita l’analisi dei dati raccolti da circa 64.000 infermiere statunitensi, impegnate quindi anche in turni di lavoro notturni, con età media di 54 anni e senza diagnosi di diabete o malattie cardiovascolari all’inizio del periodo di osservazione, alle quali sono stati somministrati questionari specifici in due diverse occasioni nel corso di 7 anni circa di follow up, che hanno permesso di suddividerle in gruppi in base al rispettivo cronotipo.

A conferma di quanto osservato in precedenza, all’inizio dello studio é stata rilevata un’associazione significativa con uno stile di vita complessivamente meno salutare tra le partecipanti classificabili decisamente come “gufi” (l’11% del totale), rispetto alle donne che vivevano per lo più come “allodole” (il 35%), o che presentavano un cronotipo intermedio; la relazione era più marcata per l’abitudine al fumo, la durata del sonno e l’inattività fisica. Nell’analisi prospettica dei dati il rischio di sviluppare diabete si è confermato più elevato (+70%) per le donne con cronotipo decisamente serale rispetto sia alle allodole e sia a quelle con cronotipo intermedio. Tale associazione, per quanto attenuata, è rimasta ancora positiva dopo l’aggiustamento per gli stili di vita rilevati e i fattori sociodemografici.

Gli autori sottolineano come questi dati confermino che in generale la preferenza a stare alzati fino a tardi la sera e svegliarsi più tardi nel corso della giornata comporti rischi aggiuntivi per la salute, ma anche che mantenere uno stile di vita sano (soprattutto eliminando il fumo e migliorando la qualità della dieta, ma non solo) é particolarmente importante per chi tende a vivere nelle ore serali. Aggiungono poi che il fatto che il rischio di diabete non sia aumentato per le donne con cronotipo serale che lavoravano abitualmente di notte suggerisce che l’adattamento della vita di tutti i giorni, anche lavorativa, ai ritmi naturali individuali possa essere una strategia utile per la salute di questa categoria di persone.

Chronotype, Unhealthy Lifestyle, and Diabetes Risk in Middle-Aged U.S. Women

Kianersi S, Liu Y, Guasch-Ferré M, Redline S, Schernhammer E, Sun Q, Huang T.
Ann Intern Med. 2023 Sep 12. doi: 10.7326/M23-0728. Online ahead of print.

BACKGROUND: Evening chronotype may promote adherence to an unhealthy lifestyle and increase type 2 diabetes risk.
OBJECTIVE: To evaluate the role of modifiable lifestyle behaviors in the association between chronotype and diabetes risk.
DESIGN: Prospective cohort study.
SETTING: Nurses’ Health Study II.
PARTICIPANTS: 63 676 nurses aged 45 to 62 years with no history of cancer, cardiovascular disease, or diabetes in 2009 were prospectively followed until 2017.
MEASUREMENTS: Self-reported chronotype using a validated question from the Morningness-Eveningness Questionnaire. The lifestyle behaviors that were measured were diet quality, physical activity, alcohol intake, body mass index (BMI), smoking, and sleep duration. Incident diabetes cases were self-reported and confirmed using a supplementary questionnaire.
RESULTS: Participants reporting a “definite evening” chronotype were 54% (95% CI, 49% to 59%) more likely to have an unhealthy lifestyle than participants reporting a “definite morning” chronotype. A total of 1925 diabetes cases were documented over 469 120 person-years of follow-up. Compared with the “definite morning” chronotype, the adjusted hazard ratio (HR) for diabetes was 1.21 (CI, 1.09 to 1.35) for the “intermediate” chronotype and 1.72 (CI, 1.50 to 1.98) for the “definite evening” chronotype after adjustment for sociodemographic factors, shift work, and family history of diabetes. Further adjustment for BMI, physical activity, and diet quality attenuated the association comparing the “definite evening” and “definite morning” chronotypes to 1.31 (CI, 1.13 to 1.50), 1.54 (CI, 1.34 to 1.77), and 1.59 (CI, 1.38 to 1.83), respectively. Accounting for all measured lifestyle and sociodemographic factors resulted in a reduced but still positive association (HR comparing “definite evening” vs. “definite morning” chronotype, 1.19 [CI, 1.03 to 1.37]).
LIMITATIONS: Chronotype assessment using a single question, self-reported data, and homogeneity of the study population.
CONCLUSION: Middle-aged nurses with an evening chronotype were more likely to report unhealthy lifestyle behaviors and had increased diabetes risk compared with those with a morning chronotype. Accounting for BMI, physical activity, diet, and other modifiable lifestyle factors attenuated much but not all of the increased diabetes risk.

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