Cronometro o contapassi: quale strumento è più efficiente per misurare i benefici dell’attività fisica?

07 Giugno, 2024

In una coorte di donne di 62 anni o più il rischio cardiovascolare e di eventi fatali a 9 anni si conferma inversamente correlato con l’attività fisica, indipendentemente dal parametro adottato per misurarla, minuti dedicati e numero di passi giornalieri

Le linee guida sull’attività fisica, negli Stati Uniti come in Italia, raccomandano almeno 150 minuti di attività fisica moderata a vigorosa a settimana per gli adulti, nel contesto di uno stile di vita attivo per il mantenimento di un buono stato di salute. Il parametro di misurazione dell’attività fisica di cui si parla di più a livello mediatico, invece, è il numero dei passi giornalieri; mancano tuttavia raccomandazioni condivise al proposito, per la mancanza di prove adeguate a supporto.

È stato disegnato con l’obiettivo di colmare questa lacuna questo studio che analizzato i dati di 14.399 donne di 62 anni o più partecipanti al Women’s Health Study, che hanno indossato un accelerometro per 7 giorni consecutivi per misurare sia il tempo dedicato all’attività fisica moderata e vigorosa e sia il numero dei passi. Entrambi i parametri raccolti sono risultati inversamente associati alla mortalità per tutte le cause e alle malattie cardiovascolari nell’arco dei 9 anni seguenti, con una riduzione del rischio del 32% e del 43% rispettivamente con livelli di attività uguali o superiori ai 150 minuti settimanali proposti dalle linee guida e una diminuzione dello stesso rischio del 42% e del 28% rispettivamente tra chi registrava almeno 7.000 passi al giorno.

La suddivisione della popolazione in gruppi omogenei per livello di attività fisica determinato con entrambe le modalità ha permesso di rilevare che la probabilità di morte e malattie cardiovascolari a 9 anni era significativamente inferiore per le partecipanti nei quartili più alti sia di tempo dedicato al movimento e sia di passi compiuti nell’arco della giornata, rispetto alle donne nel quartile inferiore; la sopravvivenza senza eventi fatali era significativamente maggiore di 2,2 mesi e 2,4 mesi per il quartile con maggior numero di minuti dedicati al movimento e con maggior numero di passi rispettivamente, rispetto ai quartili inferiori, senza differenze significative tra i due metodi di misurazione.

Secondo gli Autori, questi risultati supportano l’inclusione degli obiettivi basati sul conteggio dei passi, in aggiunta a quelli basati sul tempo dedicato all’attività fisica moderata e vigorosa, nelle future linee guida finalizzate al mantenimento della salute.  Essendo il numero dei passi giornalieri un parametro intuitivo e facilmente comprensibile anche per il pubblico meno giovane, è presumibile che questo approccio possa contribuire a facilitare l’adozione di comportamenti salutari nella popolazione generale.

Time- vs Step-Based Physical Activity Metrics for Health

Hamaya R, Shiroma EJ Jr, Moore CC, Buring JE, Evenson KR, Lee IM.
JAMA Intern Med. 2024 May 20:e240892. Epub ahead of print. 

IMPORTANCE: Current US physical activity (PA) guidelines prescribe moderate to vigorous PA (MVPA) time of at least 150 minutes per week for health. An analogous step-based recommendation has not been issued due to insufficient evidence.
OBJECTIVE: To examine the associations of MVPA time and step counts with all-cause mortality and cardiovascular disease (CVD).
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS: This cohort study analyzed data from an ongoing follow-up study of surviving participants of the Women’s Health Study, a randomized clinical trial conducted from 1992 to 2004 in the US to evaluate use of low-dose aspirin and vitamin E for preventing cancer and CVD. Participants were 62 years or older who were free from CVD and cancer, completed annual questionnaires, and agreed to measure their PA with an accelerometer as part of a 2011-2015 ancillary study. Participants were followed up through December 31, 2022.
EXPOSURES: Time spent in MVPA and step counts, measured with an accelerometer for 7 consecutive days.
MAIN outcomes and measures: The associations of MVPA time and step counts with all-cause mortality and CVD (composite of myocardial infarction, stroke, and CVD mortality) adjusted for confounders. Cox proportional hazards regression models, restricted mean survival time differences, and area under the receiver operating characteristic curve (AUC) were used to evaluate the associations.
RESULTS: A total of 14 399 women (mean [SD] age, 71.8 [5.6] years) were included. The median (IQR) MVPA time and step counts were 62 (20-149) minutes per week and 5183 (3691-7001) steps per day, respectively. During a median (IQR) follow-up of 9.0 (8.0-9.9) years, the hazard ratios (HR) per SD for all-cause mortality were 0.82 (95% CI, 0.75-0.90) for MVPA time and 0.74 (95% CI, 0.69-0.80) for step counts. Greater MVPA time and step counts (top 3 quartiles vs bottom quartile) were associated with a longer period free from death: 2.22 (95% CI, 1.58-2.85) months and 2.36 (95% CI, 1.73-2.99) months at 9 years follow-up, respectively. The AUCs for all-cause mortality from MVPA time and step counts were similar: 0.55 (95% CI, 0.52-0.57) for both metrics. Similar associations of these 2 metrics with CVD were observed.
CONCLUSION AND RELEVANCE: Results of this study suggest that among females 62 years or older, MVPA time and step counts were qualitatively similar in their associations with all-cause mortality and CVD. Step count-based goals should be considered for future guidelines along with time-based goals, allowing for the accommodation of personal preferences.

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