Consumo di uova e rischio di demenza di Alzheimer: nuove evidenze dall’analisi di una coorte americana

28 Maggio, 2024

La demenza di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa che causa un declino cognitivo rapido e grave e rappresenta una delle principali cause di morte nell’anziano. Lo sviluppo della malattia correla con la formazione di placche di natura proteica nel tessuto cerebrale, che causano neurodegenerazione e conseguentemente declino cognitivo. Secondo l’OMS sono attualmente più di 55 milioni le persone affette dalla demenza da Alzheimer. L’interesse per tutti i fattori, compresa l’alimentazione, che potrebbero svolgere un ruolo nella prevenzione della patologia è pertanto molto elevato.

Tra gli alimenti che sono allo studio per le possibili implicazioni favorevoli ci sono le uova, ricche di colina, omega-3 e luteina, componenti che si ritiene influenzino favorevolmente la salute cognitiva. La colina, in particolare, è il precursore del neurotrasmettitore acetilcolina, oltre a essere un componente importante dei fosfolipidi che compongono le membrane cellulari. L’ipotesi alla base dell’analisi della correlazione tra consumo di uova e rischio di demenza di Alzheimer nella coorte Rush Memory and Aging Project, una popolazione di soggetti americani prevalentemente anziani, è che l’assunzione di colina possa attenuare la perdita della funziona colinergica e che gli omega-3 siano in grado modulare i processi infiammatori; meccanismi supportati già da altri studi.

Una coorte di 1024 uomini e donne di età compresa tra gli 81 e gli 87 anni, di cui 280 con diagnosi di demenza di Alzheimer è stata seguita per circa 7 anni. Gli autori hanno osservato tra i soggetti con un consumo di un uovo o più  a settimana una riduzione del 47% della diagnosi clinica di demenza di Alzheimer rispetto a coloro che consumavano meno di un uovo a settimana. Un riscontro autoptico eseguito su un sottogruppo di soggetti deceduti ha confermato la riduzione del rischio di diagnosi.

Sebbene lo studio, come riportano gli autori stessi, presenti limiti metodologici precisi, come il periodo di follow up limitato o l’utilizzo di un questionario di frequenza di consumo poco elaborato, i risultati ottenuti consentono di ipotizzare che il consumo moderato di uova possa contribuire a ridurre il rischio di demenza di Alzheimer; tale effetto potrebbe avere implicazioni rilevanti per quanto riguarda la salute pubblica.

Association of Egg Intake With Alzheimer’s Dementia Risk in Older Adults: The Rush Memory and Aging Project

Pan Y, Wallace TC, Karosas T, Bennett DA, Agarwal P, Chung M.
J Nutr. 2024 May 21:S0022-3166(24)00289-X. Epub ahead of print. 

BACKGROUND: Alzheimer’s disease (AD) is a neurodegenerative disorder, with increasing prevalence due to population aging. Eggs provide many nutrients important for brain health, including choline, omega-3 fatty acids, and lutein. Emerging evidence suggests that frequent egg consumption may improve cognitive performance on verbal tests, but whether consumption influences the risk of Alzheimer’s dementia and AD is unknown.
OBJECTIVE: To examine the association of egg consumption with Alzheimer’s dementia risk among the Rush Memory and Aging Project cohort.
METHODS: Dietary assessment was collected using a modified Harvard semiquantitative food frequency questionnaire (FFQ). Participants’ first FFQ was used as the baseline measure of egg consumption. Multivariable adjusted Cox proportional hazards regression models were used to investigate the associations of baseline egg consumption levels with Alzheimer’s dementia risk adjusting for potential confounding factors. Subgroup analyses using Cox and logistic regression models were performed to investigate the associations with AD pathology in the brian. Mediation analysis was conducted to examine the mediation effect of dietary choline in the relationship between egg intake and incident Alzheimer’s dementia .
RESULTS: This study included 1024 older adults (mean [±Standard Deviation] age = 81.38 ± 7.20 y). Over a mean (±SD) follow-up of 6.7 ± 4.8 y, 280 participants (27.3%) were clinically diagnosed with Alzheimer’s dementia. Weekly consumption of >1 egg/wk (Hazard Ratio = 0.53; 95% Confidence Interval: 0.34, 0.83) and ≥2 eggs/wk (HR = 0.53; 95% CI: 0.35, 0.81) was associated with a decreased risk of Alzheimer’s dementia. Subgroup analysis of brain autopsies from 578 deceased participants showed that intakes of >1 egg/wk (HR = 0.51; 95% CI: 0.35, 0.76) and ≥2 eggs/wk (HR = 0.62; 95% CI: 0.44, 0.90) were associated with a lower risk of AD pathology in the brain. Mediation analysis showed 39% of the total effect of egg intake on incident Alzheimer’s dementia were mediated through dietary choline.
CONCLUSIONs: These findings suggest that frequent egg consumption is associated with a lower risk of Alzheimer’s dementia and AD pathology, and the association with Alzheimer’s dementia is partially mediated through the dietary choline.

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