Consumo di tè e rischio cerebrovascolare: evidenze di un effetto protettivo da uno studio di randomizzazione mendeliana

20 Novembre, 2023

Gli eventi cerebrovascolari acuti costituiscono un importante problema sanitario a livello globale; gli elevati tassi di mortalità e disabilità associati comportano anche elevati costi sociali oltre che economici. Negli ultimi anni numerose ricerche focalizzate sulla relazione tra dieta e rischio di questi eventi hanno messo in luce il ruolo favorevole per la salute vascolare di alcuni gruppi di composti minori biologicamente attivi, come i polifenoli e i flavonoidi, e degli alimenti e delle bevande che li contengono.

È il caso del tè, una bevanda molto diffusa nel regno Unito, già oggetto di studi che hanno messo in relazione la sua assunzione abituale con la riduzione del rischio di ictus, senza però consentire di definire la causalità della relazione stessa.

Per superare il problema, gli autori di questo lavoro hanno utilizzato l’approccio della randomizzazione mendeliana, valutando cioè la presenza di polimorfismi,  in una popolazione di 447.485 individui di origine europea appartenenti alla coorte UK Biobank, che correlassero i consumi di tè con le diverse tipologie di eventi cerebrovascolari: ictus ischemico, ictus aterosclerotici di grandi dimensioni, ictus cardioembolico, ictus emorragico dei piccoli vasi, emorragie intracraniche ed emorragie subaracnoidee.

I risultati dell’analisi condotta, anche dopo avere eliminato i fattori potenzialmente confondenti indicano un’associazione inversa di tipo causale, tra il consumo di tè e il rischio di ictus dei piccoli vasi sanguigni, potenzialmente associata alle proprietà dei composti polifenolici presenti nella bevanda, in particolare l’epigallocatechina-3-gallato (EGCG), che sono stati collegati al miglioramento della funzione endoteliale. Non è stata invece riscontrata alcuna associazione causale significativa con altri tipi di eventi cerebrovascolari acuti come ictus ischemici e aterosclerotici o emorragie intracraniche e subaracnoidee.

In conclusione, queste osservazioni suggeriscono che il consumo di tè, in particolare di tè verde e nero, sia associato in modo causale a un minor rischio di ictus a livello dei piccoli vasi: probabilmente attraverso meccanismi che vanno oltre la regolazione della pressione sanguigna, riferibili invece a effetti favorevoli diretti sulla funzione endoteliale vascolare e sulla riduzione dello stress ossidativo.

Causal association between tea intake and acute cerebrovascular events: a multivariate Mendelian randomized study in European populations

Deng X, Zhu J, Liang J, Chang W, Lv X, Lai R, Gong L, Cai Y, Liu S.
J Nutr. 2023 Nov 9:S0022-3166(23)72714-4. doi: 10.1016/j.tjnut.2023.10.027. Online ahead of print.

BACKGROUND:Numerous research have investigated the association between tea consumption and the risk of acute cerebrovascular events; however, the results are inconsistent.
OBJECTIVES:We used Mendelian randomization (MR) to evaluate the causal association between tea intake and several acute cerebrovascular events, including any ischemic stroke (AIS), large atherosclerotic stroke (LAS), cardiogenic embolic stroke (CES), small vessel stroke (SVS), intracranial hemorrhage (ICH), and subarachnoid hemorrhage (SAH).
METHODS:We obtained summary genome-wide association studies (GWAS) data on tea intake and acute cerebrovascular events in populations of European ancestry. The GWAS on tea intake is derived from the UK Biobank, where we have chosen single nucleotide polymorphisms (SNPs) closely associated with it as instrumental variables (IVs). We also obtained summary data on ischemic stroke from a GWAS meta-analysis, as well as summary data on ICH and SAH from the FinnGen study. We first explored the causal association between tea intake and several acute cerebrovascular events using univariate Mendelian randomization (UVMR), and then further assessed the causal association between tea intake and SVS using multivariate Mendelian randomization (MVMR) corrected for multiple confounders.
RESULTS:In UVMR, genetically predicted increases in tea intake were linked to a lower risk of SVS (OR = 0.58, 95CI = 0.39-0.86). There was no causal association between tea intake and the risk of other acute cerebrovascular events. In the MVMR, our results show that there was still a significant causal association between drinking tea and SVS, after adjusting body mass index (BMI), total cholesterol (Tc), low-density lipoprotein cholesterol (LDL-c), diabetes, hypertension, smoking, and alcohol consumption.
CONCLUSION:This MR study provides new genetic evidence that increased tea intake reduces the risk of SVS in European population. However, possibly due to limited statistical power, the study did not find that tea consumption reduced the risk of several other acute cerebrovascular events.

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