Consumo di carne rossa e fattori di rischio cardiovascolare: una questione di sostituzione

19 Settembre, 2025

È noto che consumi elevati di carne rossa si associano a un profilo meno favorevole dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari, e quindi nel tempo a un aumento del rischio della comparsa di queste patologie. Gli autori di questo studio si sono focalizzati soprattutto sugli effetti della sostituzione della carne rossa con altri alimenti, mettendo a fuoco soprattutto le ricadute sul profilo del rischio cardiovascolare, mediante una revisione sistematica e una network metanalisi di 36 trial clinici randomizzati.

I risultati principali che sono emersi riguardano la sostituzione della carne rossa con fonti proteiche vegetali, che specie se di buona qualità, riducono in modo significativo i livelli del colesterolo totale e LDL (con effetti piccoli ma potenzialmente rilevanti sul piano clinico); si osserva anche una lieve riduzione della colesterolemia HDL (del 2% circa, non clinicamente significativa). L’impiego di proteine miste (animali + vegetali) si associa invece a modesti aumenti dei trigliceridi plasmatici (tra i 15 ed i 20 mg/dl), probabilmente poco rilevanti sul piano clinico. Le sostituzioni basate sui carboidrati (spesso raffinati) si associano a un minore controllo della pressione diastolica (attorno a 1,5 mmHg), mentre quelle con altre proteine animali, non comportano invece nessuna differenza significativa su lipidi, pressione o valori della proteina C reattiva (che com’è noto è un parametro di infiammazione).

La qualità delle evidenze disponibili è risultata generalmente bassa o molto bassa, con rischi di bias e forte eterogeneità fra studi.

Questi risultati confermano quindi che l’impatto del consumo di carne rossa sul profilo dei fattori di rischio cardiovascolare viene modificato in maniera differente a seconda dell’alimento che la sostituisce, o dalla quale, a sua volta, viene sostituito; i benefici per quanto concerne il rischio cardiovascolare, emergono praticamente soltanto quando la carne viene sostituita con proteine vegetali di alta qualità.

Lo studio rafforza l’idea che il rischio cardiovascolare legato al consumo di carne rossa non sia intrinseco, ma fortemente correlato al contesto dietetico complessivo e, nel caso della riduzione, al cibo sostitutivo. In termini di salute pubblica, emerge un messaggio chiaro: sostituire la carne rossa con proteine vegetali di qualità è una strategia favorevole per migliorare il profilo lipidico, mentre la sostituzione con altre proteine animali o con carboidrati raffinati non offre gli stessi vantaggi (e in alcuni casi può essere svantaggioso). Tuttavia, l’evidenza è ancora debole e richiede conferme più robuste.

Effect of Red Meat Consumption on Cardiovascular Risk Factors: A Systematic Review and Bayesian Network Meta-Analysis of Randomized Controlled Trials

López-Moreno M, López-Gil JF, Bravo-Sánchez AB, Bertotti G, Roldán-Ruiz A.
Clinical Nutrition, 2025 https://doi.org/10.1016/j.clnu.2025.09.001. 

BACKGROUND & AIMS: The role of red meat in cardiovascular risk remains controversial. The aim of this systematic review and Bayesian network meta-analysis (NMA) of randomized controlled trials (RCTs) was to investigate the effects of red meat consumption on cardiovascular risk factors concerning different comparison foods.
METHODS: A systematic search of RCTs was conducted from the inception to April 2024. Studies compared diets containing red meat to those replacing red meat with various foods. Comparison diets were classified into high-quality plant protein sources, animal protein, mixed animal and plant protein and carbohydrates. The effects of the dietary interventions on cardiovascular parameters were evaluated using a random-effects NMA, with an analysis of interactions between the intervention and control groups. The outcomes were the mean changes in blood lipids, blood pressure, and C-reactive protein (CRP) in the red meat group compared to the comparator group.
RESULTS: Thirty-six RCTs were included in the analysis. Consuming plant proteins resulted in a greater reduction in TC levels (mean difference (MD) = -0.14; 95% credible interval (CrI): -0.28 to -0.001) and LDL-c levels (MD = -0.19; 95% CrI: -0.36 to -0.03, p<0.05) compared to red meat interventions. In contrast, red meat consumption reduced TG levels more than interventions combining animal and plant proteins (MD=0.21; 95% CrI: 0.06 to 0.34, p<0.05). For DBP, carbohydrate-based dietary interventions were less effective at reducing levels than those based on red meat (mean difference = 1.56; 95% CrI: 0.03 to 3.24, p < 0.05). The certainty of the evidence for all outcomes ranged from very low to low.
CONCLUSION: The findings of this NMA indicate that the effect of red meat on cardiovascular risk factors depends on the comparison food. Replacing red meat with plant protein sources was associated with favorable changes in TC levels and LDL-c.

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