Consumi di cereali raffinati, malattie cardiovascolari e mortalità per tutte le cause nello studio PURE

10 Marzo, 2021

Numerosi studi di corte associano un maggiore consumo di cereali integrali a un minore rischio di mortalità per tutte le cause, attribuendo l’effetto protettivo principalmente all’elevato contenuto in fibra alimentare, nonché di vitamine, minerali e fitocomposti specifici. Controverse, e ancora poco conclusive, risultano invece le informazioni sull’associazione tra i livelli di assunzione di cereali raffinati e il rischio di mortalità totale e di malattie cardiovascolari, che sono oggetto dell’indagine di questa recente analisi condotta nell’ambito dello studio PURE (Epidemiologia Prospettiva Urbana e Rurale).

I risultati ottenuti si basano sui dati relativi a 137.000 soggetti sani, residenti in 21 paesi nel mondo (con una larga rappresentanza della Cina rurale), di età compresa tra 35 e 70 anni, che hanno fornito informazioni generali sullo stile di vita e sulle abitudini alimentari. I ricercatori hanno considerato lo stato di salute in relazione ai livelli di consumo di cereali raffinati, cereali integrali e riso bianco (circa il 60% dei partecipanti allo studio proveniva dall’Asia, dove il riso, come è noto, è tra i principali componenti della dieta). Dopo un follow-up medio di 9,5 anni è emerso che il rischio di mortalità totale era superiore del 27% tra coloro che assumevano quotidianamente 350 grammi o più di cereali raffinati al giorno (essenzialmente pane bianco, ma anche cereali da colazione, cracker , alcuni tipi di pasta e prodotti da forno) rispetto a chi ne consumava meno di 50 g al giorno. Il rischio di malattie cardiovascolari e diictusaumentava, rispettivamente, del 33% e del 47%. Nessuna associazione significativa, invece, è stata rilevata per consumare fino a 350 g, o tra il consumo di cereali integrali o di riso bianco e il rischio di sviluppare patologie funzionali o mortalità totale.

Le conclusioni supportano dunque l’importanza di raccomandazioni mirate a ridurre l’apporto giornaliero di cereali raffinati, laddove sia molto elevato, sostituendoli per esempio con cereali integrali. Si può osservare come questi dati sono probabilmente di rilevanza limitata per il nostro Paese, che si distingue sia per un consumo medio di pane di poco superiore ai 110 g/die, e sia per il contributo della pasta di grano duro (che si differenzia in modo sensibile dal pane, per esempio per il più bassoindice glicemico), che non è stato analizzato in dettaglio nello studio PURE, non essendo tipico dei paesi studiati.

Associazioni tra il consumo di cereali e malattie cardiovascolari e mortalità in 21 paesi nello studio prospettico di epidemiologia urbana e rurale: studio prospettico di coorte.

Swaminathan S, Dehghan M, Raj JM, Thomas T, Rangarajan S, Jenkins D, Mony P, Mohan V, Lear SA, Avezum A, Lopez-Jaramillo P, Rosengren A, Lanas F, AlHabib KF, Dans A, Keskinler MV, Puoane T, Soman B, Wei L, Zatonska K, Diaz R, Ismail N, Chifamba J, Kelishadi R, Yusufali A, Khatib R, Xiaoyun L, Bo H, Iqbal R, Yusuf R, Yeates K, Teo K, Yusuf S BMJ
. 2021 febbraio 3;372:m4948. doi: 10.1136/bmj.m4948.

OBIETTIVO: Valutare l’associazione tra l’assunzione di cereali raffinati, cereali integrali e riso bianco con malattie cardiovascolari, mortalità totale, lipidi nel sangue e pressione sanguigna nello studio Prospective Urban and Rural Epidemiology (PURE).
DISEGNO: Studio prospettico di coorte.
IMPOSTAZIONE: studio PURO in 21 paesi.
PARTECIPANTI: 148.858 partecipanti con follow-up mediano di 9,5 anni.
ESPOSIZIONI: Sono stati utilizzati questionari sulla frequenza alimentare validati specifici per paese per valutare l’assunzione di cereali raffinati, cereali integrali e riso bianco.
Misura di esito principale: composito di mortalità o eventi cardiovascolari maggiori (definiti come morte per cause cardiovascolari, infarto miocardico non fatale, ictus o insufficienza cardiaca). Sono stati stimati i rapporti di rischio per le associazioni tra consumo di cereali e mortalità, eventi cardiovascolari maggiori e il loro composito utilizzando modelli di fragilità di Cox multivariabili con intercettazioni casuali per tenere conto del clustering per centro.
RISULTATI: Le analisi si basavano su 137.130 partecipanti dopo l’esclusione di quelli con malattia cardiovascolare al basale. Durante il follow-up, il 9,2% (n=12.668) di questi partecipanti ha avuto un evento con esito composito. La categoria più alta di assunzione di cereali raffinati (≥350 g/giorno o circa 7 porzioni/giorno) era associata a un rischio più elevato di mortalità totale (rapporto di rischio 1,27, intervallo di confidenza al 95% da 1,11 a 1,46; P per trend=0,004), maggiore eventi di malattie cardiovascolari (1,33, da 1,16 a 1,52; P per trend <0,001) e il loro composito (1,28, da 1,15 a 1,42; P per trend <0,001) rispetto alla categoria di assunzione più bassa (<50 g/giorno). Una maggiore assunzione di cereali raffinati era associata a una pressione sanguigna sistolica più elevata. Non è stata trovata alcuna associazione significativa tra l’assunzione di cereali integrali o riso bianco e gli esiti sulla salute.
CONCLUSIONE: Un elevato consumo di cereali raffinati è stato associato a un rischio più elevato di mortalità e di eventi di malattie cardiovascolari maggiori. A livello globale, si dovrebbe considerare un minor consumo di cereali raffinati.

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