Consumare più frutta e verdura si associa ad una riduzione del rischio di fragilità nelle donne oltre i 60 anni di età

13 Novembre, 2020

La combinazione di una sana alimentazione, caratterizzata da un elevato apporto di frutta e verdura, e una regolare attività fisica riduce il rischio di fragilità nelle donne con più di 60 anni.
A suggerirlo è la recente analisi dei dati ottenuti da un campione di 78.366 donne di età uguale o superiore a 60 anni arruolate nel Nurses’ Health Study, lo studio di popolazione statunitense iniziato il 1976 e condotto su una coorte di infermiere, alle quali sono stati somministrati periodicamente questionari di varia natura per indagare lo stile di vita, lo stato di salute e i consumi alimentari nel tempo.
Dopo 20 anni di follow-up è emerso che le donne che consumavano più di 7 porzioni al giorno di frutta e verdura mostravano un rischio più basso, rispetto a coloro che ne assumevano quotidianamente meno di 3, di incorrere in una diagnosi di fragilità (per il riscontro di almeno 3 delle seguenti condizioni: stanchezza o spossatezza, ridotta forza fisica, bassa capacità aerobica, significativa perdita di peso, presenza di almeno 5 malattie concomitanti). L’associazione con la riduzione del rischio era maggiore nelle donne fisicamente più attive e comunque indipendente dall’indice di massa corporea. Nelle donne che all’inizio dello studio non avevano riferito nessuno dei sintomi chiave della fragilità l’effetto protettivo era osservabile già a partire dalle 4 porzioni di frutta al giorno rispetto ai livelli di consumo più bassi. In particolare, il rischio di sviluppare fragilità si riduceva statisticamente all’aumentare del numero di porzioni di mele e pere, verdura a foglia e di ortaggi di colore giallo o arancione.
Questa ricerca sottolinea dunque come per la popolazione più esposta al rischio di fragilità, quali gli anziani dopo i 60 anni, sia fondamentale non solo mantenersi in forma, praticando quando possibile attività fisica, ma anche attenersi a modelli dietetici caratterizzati da consumi elevati di frutta e verdura. Tra le persone che seguono queste indicazioni sono infatti elevati i livelli di assunzione dei componenti di questi alimenti (es. fibre, minerali, vitamine, antiossidanti etc.) che contribuiscono a contrastare lo stress ossidativo alla base dell’infiammazione sistemica e responsabile dell’invecchiamento precoce e dell’insorgenza di alcune patologie. I dati, inoltre, sono in linea con le raccomandazioni comuni alle linee guida nazionali e internazionali, a consumare quotidianamente almeno 5 porzioni di frutta e verdura (la singola porzione di frutta corrisponde a 150 g, cioè un frutto di medie dimensioni, mentre una porzione di verdura/ortaggi corrisponde a 200 g; 80 g se consideriamo le verdure a foglia) in tutte le fasce d’età.

Fruit and vegetable intake and risk of frailty in women 60 years old or older

Fung TT, Struijk EA, Rodriguez-Artalejo F, Willett WC, Lopez-Garcia E.
Am J Clin Nutr. 2020;nqaa256. [published online ahead of print, 2020 Oct 6]. doi:10.1093/ajcn/nqaa256

BACKGROUND: Prior research has suggested that the antioxidative and anti-inflammatory potential of fruits and vegetables may ameliorate aging-related frailty.
OBJECTIVE: We sought to prospectively examine the association between fruit and vegetable intake and incident frailty in older women.
DESIGN: We followed 78,366 nonfrail women aged ≥60 y from the Nurses’ Health Study from 1990 to 2014. In this analysis, the primary exposure was the intake of total fruits and vegetables, assessed with an FFQ administered 6 times during follow-up. Frailty was defined as having ≥3 of the following 5 criteria from the FRAIL scale: fatigue, poor strength, low aerobic capacity, having ≥5 illnesses, and ≥5% weight loss. Cox models adjusted for potential confounders were used to estimate HRs and 95% CIs for the association between fruit and vegetable intake and incident frailty.
RESULTS: In total, 12,434 (15.9%) incident frailty cases were accrued during follow-up. Total fruit and vegetable intakes were associated with a lower risk of frailty (adjusted HR comparing 7+ servings/d compared with<3 servings/d: 0.92; 95% CI: 0.85, 0.99). The inverse association appeared to be stronger for those with physical activity above the median (P-interaction < 0.05). Among physically active women, compared with those who consumed <3 servings/d, the HR for 7+ servings/d was 0.68 (95% CI: 0.57, 0.81).
CONCLUSION: Higher fruit and vegetable intake was associated with a lower risk of frailty in this cohort of US women aged ≥60 y. Because of limited evidence on intakes of fruits and vegetables and the development of frailty, more data are needed to confirm our results.

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