Assunzione regolare di integratori multivitaminici, mortalità per diverse cause e longevità: i dati da 3 ampie coorti americane

18 Settembre, 2024

L’uso di multivitaminici ha visto una crescita costante, negli Stati Uniti, negli ultimi decenni, e attualmente circa un terzo degli americani adulti utilizza questi integratori. La principale motivazione che spinge le persone ad assumere regolarmente integratori è la convinzione che questa abitudine possa contribuire alla prevenzione delle malattie e al miglioramento della salute generale.

I dati sull’efficacia della supplementazione con multivitaminici nella prevenzione delle malattie degenerative non sono in realtà conclusivi, anche se alcuni studi randomizzati di intervento, che come è noto rappresentano il livello più elevato di evidenza scientifica, hanno identificato piccoli ma significativi vantaggi, specie negli ultimi anni, sul rischio di alcuni tumori e di declino cognitivo.

Per raccogliere ulteriori informazioni su questo tema controverso, gli autori di questo studio hanno seguito nel tempo tre grandi coorti statunitensi (il NIH-AARP Diet and Health Study, il PLCO Cancer Screening Trial e l’Agricultural Health Study) per un totale di 390.124 partecipanti, per il 55% uomini e con un’età media di circa 61 anni. I dati alla baseline mostravano che i soggetti utilizzatori di multivitaminici, tra i quali si contavano meno fumatori, avevano generalmente uno stile di vita più sano dei non utilizzatori: un più elevato livello di educazione, un BMI più basso, e una migliore qualità della dieta. Gli autori hanno d’altra parte considerato con attenzione il fenomeno della causalità inversa, e cioè il fatto che persone con problemi di salute possano più facilmente fare uso di multivitaminici, e che di conseguenza l’assunzione di questi integratori possa falsamente associarsi a una prognosi peggiore nel tempo.

I risultati mostrano che l’assunzione di multivitaminici, nelle tre coorti studiate, non si è associata a una significativa riduzione del rischio di mortalità; l’uso giornaliero di questi prodotti è anzi risultato correlato a un rischio di mortalità modestamente aumentato (4%), che tuttavia perde la significatività con il prolungarsi del follow-up. Il consumo o meno di multivitaminici non si associava inoltre a differenze significative nelle principali cause specifiche di morte, come le malattie cardiache, il cancro e le malattie cerebrovascolari.

Lo studio conclude che, in questo ampio campione di adulti statunitensi, l’uso quotidiano di multivitaminici non correla con benefici significativi in termini di riduzione della mortalità. Alla luce del complesso delle evidenze disponibili, che come si ricordava include i risultati di alcuni studi randomizzati di intervento, si può concludere da un lato che l’uso di questi integratori non sembra comportare rischi di salute significativi, e dall’altro che gli effetti favorevoli in termini di longevità, se esistono, sono probabilmente  di ampiezza contenuta e su outcome diversi da quelli considerati in questo studio.

Multivitamin Use and Mortality Risk in 3 Prospective US Cohorts

Loftfield E, O’Connell CP, Abnet CC, Graubard BI, Liao LM, Beane Freeman LE et al.
JAMA Netw Open. 2024 Jun 3;7(6):e2418729.

IMPORTANCE: One in 3 US adults uses multivitamins (MV), with a primary motivation being disease prevention. In 2022, the US Preventive Services Task Force reviewed data on MV supplementation and mortality from randomized clinical trials and found insufficient evidence for determining benefits or harms owing, in part, to limited follow-up time and external validity.
OBJECTIVE: To estimate the association of MV use with mortality risk, accounting for confounding by healthy lifestyle and reverse causation whereby individuals in poor health initiate MV use.
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS: This cohort study used data from 3 prospective cohort studies in the US, each with baseline MV use (assessed from 1993 to 2001), and follow-up MV use (assessed from 1998 to 2004), extended duration of follow-up up to 27 years, and extensive characterization of potential confounders. Participants were adults, without a history of cancer or other chronic diseases, who participated in National Institutes of Health-AARP Diet and Health Study (327 732 participants); Prostate, Lung, Colorectal, and Ovarian Cancer Screening Trial (42 732 participants); or Agricultural Health Study (19 660 participants). Data were analyzed from June 2022 to April 2024.
EXPOSURe: Self-reported MV use.
MAIN OUTCOMES AND MEASURES: The main outcome was mortality. Cox proportional hazard models were used to estimate hazard ratios (HRs) and 95% CIs.
RESULTS: Among 390 124 participants (median [IQR] age, 61.5 [56.7-66.0] years; 216 202 [55.4%] male), 164 762 deaths occurred during follow-up; 159 692 participants (40.9%) were never smokers, and 157 319 participants (40.3%) were college educated. Among daily MV users, 49.3% and 42.0% were female and college educated, compared with 39.3% and 37.9% among nonusers, respectively. In contrast, 11.0% of daily users, compared with 13.0% of nonusers, were current smokers. MV use was not associated with lower all-cause mortality risk in the first (multivariable-adjusted HR, 1.04; 95% CI, 1.02-1.07) or second (multivariable-adjusted HR, 1.04; 95% CI, 0.99-1.08) halves of follow-up. HRs were similar for major causes of death and time-varying analyses.
CONCLUSIONS AND RELEVANCE: In this cohort study of US adults, MV use was not associated with a mortality benefit. Still, many US adults report using MV to maintain or improve health.

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