Alti o bassi contenuti di carboidrati nella dieta influenzano marker diversi di salute cardiometabolica
14 Gennaio, 2026
La crescente prevalenza di sovrappeso e obesità continua a rappresentare una sfida per la sanità pubblica; si stima che la situazione possa peggiorare entro il 2035, quando oltre metà della popolazione mondiale potrebbe rientrare nelle categorie di sovrappeso/obesità. In questo contesto, un tema ricorrente riguarda l’impatto della dieta, e in particolare dei carboidrati, sulla salute cardiometabolica. Molte comparazioni tra regimi low-carb e high-carb risultano tuttavia difficili da interpretare perché l’effetto dei macronutrienti si intreccia con quello della restrizione calorica e della perdita di peso. Isola invece il contributo della sola distribuzione dei macronutrienti questa revisione sistematica con metanalisi degli studi di intervento condotti in adulti sani e non in trattamento farmacologico, che avevano valutato gli effetti di diete a basso o ad alto contenuto di carboidrati, quando l’apporto energetico era mantenuto costante.
Gli autori hanno incluso 18 trial randomizzati e controllati, per un totale di 905 partecipanti (di età compresa tra 18 e 70 anni) di cui hanno valutato glicemia e insulinemia a digiuno, profilo lipidico (colesterolemia totale, LDL, HDL, trigliceridemia) e parametri di composizione corporea. I regimi dietetici confrontati sono stati considerati a basso contenuto di carboidrati (LC) se questi macronutrienti fornivano fino al 44% dell’introito calorico totale giornaliero e ad alto contenuto di carboidrati (HC) se il limite del 45% era invece superato. Le differenze nell’apporto energetico tra I due gruppi di intervento dovevano essere inferiori a 200 kcal o al 5% dell’introito calorico totale giornaliero.
I risultati, che sono stati analizzati utilizzando uno specifico parametro (g di Hedges) come misura della dimensione dell’effetto (per quantificare le differenze tra gli interventi dietetici a diverso contenuto di carboidrati, indicano che, a parità dell’apporto calorico, la glicemia a digiuno e l’insulinemia si sono ridotte maggiormente con le diete nelle quali il tenore di carboidrati era basso. Sul fronte della lipidemia, le differenze più nette hanno riguardato i livelli plasmatici dei trigliceridi e della colesterolemia HDL, che si riducevano (g= −0,379) e aumentavano (g= 0,389) rispettivamente con le diete LC; la colesterolemia LDL si riduceva invece maggiormente durante le diete HC (g=−0,225). Non sono emerse differenze significative tra i due regimi per quanto concerne il colesterolo totale. Sulla composizione corporea (ricordiamo che gli studi erano condotti in condizioni isoenergetiche) le diete LC sono risultate associate a riduzioni piccole, ma comunque maggiori, della massa corporea (g= −0,183) e della massa grassa (g= −0,304), senza differenze apprezzabili sulla massa magra.
In conclusione, a parità di introito energetico, la quota di carboidrati nella dieta sembra avere effetti significativi ma divergenti: quando è bassa tende a favorire livelli migliori della glicemia a digiuno, della trigliceridemia e della colesterolemia HDL, oltre a piccoli vantaggi su massa corporea e massa grassa; una dieta ad alto contenuto di carboidrati mostra invece un vantaggio sulla riduzione di colesterolo LDL. Nel complesso, i risultati rafforzano l’idea che, anche in assenza di effetti sul peso corporeo, la distribuzione dei macronutrienti possa contribuire a orientare il profilo cardiometabolico, pur con effetti di entità generalmente contenuta, in popolazioni sane.
Effects of energy-matched low- versus high-carbohydrate diets on glycaemic control, lipid profile, and body composition in healthy adults: a systematic review and meta-analysis of randomised controlled trials
Anagnostou A, Larumbe-Zabala E, Fiore J, Roberts J, Naclerio F.
Eur J Nutr. 2026 Jan 6;65(1):19.
BACKGROUND: The comparative effects of energy-matched low-carbohydrate (LC) versus high-carbohydrate (HC) diets on metabolic and anthropometric outcomes in healthy adults remain unclear.
OBJECTIVE: To evaluate the effects of LC diets (≤ 44% of total daily caloric intake [TDCI] from carbohydrate) versus HC diets (≥ 45% TDCI) on fasting glycaemia, insulinaemia, blood lipids, and body composition in non-medicated, disease-free adults under energy-matched conditions.
METHODS: Randomised controlled trials (RCTs) were identified through systematic searches of PubMed and secondary sources up to April 2025. Eligible studies compared energy-matched dietary interventions and reported pre- and post-intervention data for fasting blood glucose (FBG), fasting insulin (FINS), blood lipids (total cholesterol [TC], HDL-cholesterol [HDL-C], LDL-cholesterol [LDL-C], triglycerides [TAG]), and/or body composition. Pooled effect sizes (Hedges’g) and 95% confidence intervals (CIs) were calculated using a random-effects model.
RESULTS: Eighteen RCTs involving 905 participants met the inclusion criteria. LC diets produced greater reductions in FBG (g = – 0.364; 95% CI – 0.709 to – 0.019; P < 0.001) and FINS (g = – 0.190; 95% CI – 0.361 to – 0.014; P = 0.034) compared with HC. TAG decreased (g = – 0.379; 95% CI – 0.540 to – 0.219; P < 0.001), and HDL-C increased (g = 0.389; 95% CI 0.229 to 0.550; P < 0.001) under LC diets. HC diets led to a greater reduction in LDL-C (g = – 0.225; 95% CI – 0.406 to – 0.043; P = 0.009). No significant effects were found for TC. LC diets also reduced body mass (g = – 0.183; 95% CI – 0.349 to – 0.017; P = 0.031) and fat mass (g = – 0.304; 95% CI – 0.548 to – 0.059; P = 0.015) to a greater extent than HC, with no effect on fat-free mass.
CONCLUSION: Under energy-matched conditions, LC confers modest advantages for glycaemia, HDL-C, and TAG, whereas HC better lowers LDL-C. Most effects do not depend on exercise status, offering evidence to guide carbohydrate intake recommendations in diets where total caloric intake remains unchanged.
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