Alimentazione e sviluppo della celiachia in bambini predisposti: l’esposizione precoce al glutine non è il solo aspetto di rilievo

06 Dicembre, 2023

L’importanza dei fattori dietetici nello sviluppo della malattia celiaca (Celiac Disease, o CD), una condizione cronica causata dall’intolleranza al glutine, è tuttora oggetto di discussione. La malattia è strettamente correlata a specifici assetti genetici (gli antigeni leucocitari umani (HLA)-DQ2 e DQ8); tuttavia, solo circa la metà del rischio della sua comparsa è spiegata dalla genetica, suggerendo che anche l’esposizione ambientale (specie dietetica) possa contribuire al proposito. In particolare, diversi studi hanno indagato l’impatto del consumo di glutine sulla suscettibilità allo sviluppo della CD nei bambini ad aumentato rischio genetico; l’introduzione precoce del glutine non sembra tuttavia influire sul rischio di sviluppare la CD stessa in questi bambini. La dieta occidentale, generalmente caratterizzata da un alto contenuto di grassi e carboidrati semplici, che aumenta il rischio di infiammazione intestinale, potrebbe invece facilitare lo sviluppo di condizioni autoimmuni come la CD.

L’identificazione dei modelli dietetici diffusi tra i 9 e i 24 mesi di età nei bambini dello studio TEDDY (The Environmental Determinants of Diabetes in the Young), a rischio genetico per il diabete di tipo 1 e la CD, che sono stati seguiti per 15 anni circa, ha permesso di correlare tali informazioni con lo sviluppo della CD nel tempo, valutando separatamente la comparsa della forma autoimmunitaria della malattia.

Lo studio ha dimostrato che un modello dietetico con un maggiore consumo di grassi vegetali e latte a 9 mesi era associato a un rischio ridotto di CD autoimmunitaria, mentre a 24 mesi un modello dietetico con un maggiore consumo di grano, grassi vegetali e succhi è stato associato a un aumento del rischio di CD autoimmunitaria e CD, così come un minor consumo di latte, carne e avena. I modelli dietetici identificati sono stati associati al rischio di CD indipendentemente dall’assunzione di glutine, suggerendo che fattori dietetici oltre al glutine possono influenzare l’insorgenza di queste condizioni.

Questi risultati suggeriscono quindi che, oltre all’assunzione di glutine, i modelli alimentari seguiti nei primi anni di vita possono influenzare il rischio di sviluppare la malattia celiaca. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio questi legami e identificare meccanismi specifici che collegano i modelli dietetici allo sviluppo della malattia celiaca.

 

Associations of dietary patterns between age 9 and 24 months with risk of celiac disease autoimmunity and celiac disease among children at increased risk

Hård Af Segerstad EM, Mramba LK, Liu X, Uusitalo U, Yang J, et al.
Am J Clin Nutr. 2023 Dec;118(6):1099-1105. doi: 10.1016/j.ajcnut.2023.08.009. Epub 2023 Oct 16. PMID: 38044022

BACKGROUND: Higher gluten intake in childhood is associated with increased incidence of celiac disease autoimmunity (CDA) and celiac disease. It remains to be studied whether different dietary patterns independent of gluten intake contribute to the incidence.
OBJECTIVES: This study aimed to explore associations of dietary patterns by age 2 y with risk of CDA and celiac disease in genetically susceptible children.
METHODS: Data was used from 6726 participants at genetic risk of type 1 diabetes and celiac disease enrolled in the observational cohort, The Environmental Determinants of Diabetes in the Young (TEDDY) study. Children were annually screened for tissue transglutaminase autoantibodies (tTGAs) from age 2 y. Principal component analysis extracted dietary patterns, based on intake of 27 food groups assessed by 3-d food records at age 9 to 24 mo. The primary outcome was CDA (i.e., persistently tTGA-positive in at least 2 consecutive samples), and the secondary outcome was celiac disease. During follow-up to mean age 11.0 (standard deviation 3.6) y, 1296 (19.3%) children developed CDA, and 529 (7.9%) were diagnosed with celiac disease. Associations of adherence to dietary patterns (per 5-unit increase) with the study outcomes were estimated by Cox regression models adjusted for risk factors including gluten intake.
RESULTS: At age 9 mo, a dietary pattern higher in the food groups vegetable fats and milk was associated with reduced risk of CDA (hazard ratio [HR]: 0.88; 95% confidence interval [CI]: 0.79, 0.98; P = 0.02). At 24 mo, a dietary pattern higher in the food groups wheat, vegetable fats, and juices, and lower in milk, meat, and oats at age 24 mo was associated with increased risk of CDA (HR: 1.18; 95% CI: 1.05, 1.33; P < 0.001) and celiac disease (HR: 1.24; 95% CI: 1.03, 1.50; P = 0.03).
CONCLUSIONS: Dietary patterns in early childhood are associated with risk of CDA and celiac disease in genetically predisposed children, independent of gluten intake.

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