Addormentarsi prima la sera e svegliarsi presto la mattina diminuisce il rischio di sviluppare sintomi depressivi

11 Giugno, 2021

Numerosi studi osservazionali suggeriscono l’esistenza di una relazione tra ritmi circadiani, ciclo sonno-veglia e probabilità di soffrire di depressione. Tuttavia, non è facile individuare da questi studi chi sia causa di cosa: in altre parole se le turbe del sonno rappresentino una conseguenza, o invece una possibile causa, della comparsa di depressione. Elementi interessanti al proposito emergono dall’analisi di randomizzazione mendeliana, che analizza il ruolo, al proposito, delle varianti genetiche, le quali possono spiegare tra il 12 e il 42% delle nostre abitudini ad essere mattinieri o meno.

Degli oltre 840.000 adulti afferenti a due grandi coorti, UK Biobank e 23andMe, un terzo si identificava come mattiniero, il 9% era tendenzialmente nottambulo, e abituato quindi a svegliarsi tardi, mentre i restanti si trovavano in una situazione intermedia. Il “punto medio del sonno”, tra l’ora in cui i soggetti si coricavano e l’ora della sveglia, cadeva alle 3 del mattino (mediamente le persone andavano a letto alle 23 e si svegliavano alle 6).

Queste informazioni, combinate con i risultati delle analisi genetiche, hanno mostrato che le persone geneticamente predisposte a svegliarsi presto la mattina, e quindi a essere più mattiniere, mostravano una riduzione del 23% della probabilità di soffrire di depressione rispetto a coloro che preferivano dormire e svegliarsi più tardi nella giornata, per ogni ora di differenza nel “punto medio del sonno”. Ciò significa che chi si corica a mezzanotte potrebbe ridurre il rischio del 23% di sviluppare sintomi depressivi rispetto a chi invece andasse a letto all’una e dormisse lo stesso numero di ore.

Alla base di queste differenze ci sarebbe una maggiore esposizione alla luce solare durante il giorno, che si traduce in una cascata di ormoni capaci di influenzare positivamente l’umore, oppure semplicemente il fatto che viviamo in una società “mattiniera” che potrebbe deprimere chi invece ha abitudini differenti. Resta ancora da chiarire, suggeriscono gli autori, l’eventualità che coloro che sono già mattinieri possano trarre un vantaggio dall’alzarsi ancora prima; tuttavia, per chi invece si addormenta tardi la sera, e di conseguenza si sveglia tardi al mattino, anticipare la sveglia sembrerebbe essere un valido aiuto per l’umore.

Genetically Proxied Diurnal Preference, Sleep Timing, and Risk of Major Depressive Disorder.

Daghlas I, Lane JM, Saxena R, Vetter C.
JAMA Psychiatry. 2021;26. doi: 10.1001/jamapsychiatry.2021.0959. Epub ahead of print. PMID: 34037671.

IMPORTANCE: Morning diurnal preference is associated with reduced risk of major depressive disorder (MDD); however, causality in this association is uncertain.
OBJECTIVE: To examine the association of genetically proxied morning diurnal preference with depression risk using mendelian randomization.
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS: This 2-sample mendelian randomization study used summary-level genetic associations with diurnal preference and MDD. Up to 340 genetic loci associated with diurnal preference in a meta-analysis of the UK Biobank and 23andMe cohorts were considered as genetic proxies for diurnal preference. The effect size of these variants was scaled using genetic associations with accelerometer-based measurement of sleep midpoint. Genetic associations with MDD were obtained from a meta-analysis of genome-wide association studies data from the Psychiatric Genomics Consortium and UK Biobank. The inverse-variance weighted method was used to estimate the association of genetically proxied morning diurnal preference, corresponding to a 1-hour earlier sleep midpoint, with MDD risk.
EXPOSURES: Morning diurnal preference scaled to a 1-hour earlier, objectively measured sleep midpoint.
MAIN OUTCOMES AND MEASURES: Risk of MDD, including self-reported and clinically diagnosed cases, as ascertained in meta-analyses of genome-wide association studies.
RESULTS: A total of 697 828 individuals (all of European ancestry) were in the UK Biobank and 23andMe cohorts; 85 502 in the UK Biobank had measurements of the sleep midpoint. A further 170 756 individuals with MDD and 329 443 control participants (all of European ancestry) were in the Psychiatric Genomics Consortium and UK Biobank data. Genetically proxied earlier diurnal preference was associated with a 23% lower risk of depression (odds ratio [OR] per 1-hour earlier sleep midpoint, 0.77 [95% CI, 0.63-0.94]; P = .01). This association was similar when restricting analysis to individuals with MDD as stringently defined by the Psychiatric Genomics Consortium (OR, 0.73 [95% CI, 0.54-1.00]; P = .05) but not statistically significant when defined by hospital-based billing codes in the UK Biobank (OR, 0.64 [95% CI, 0.39-1.06]; P = .08). Sensitivity analyses examining potential bias due to pleiotropy or reverse causality showed similar findings (eg, intercept [SE], 0.00 [0.001]; P = .66 by Egger intercept test).
CONCLUSIONS AND RELEVANCE: The results of this mendelian randomization study support a protective association of earlier diurnal preference with risk of MDD and provide estimates contextualized to an objective sleep timing measure. Further investigation in the form of randomized clinical trials may be warranted.

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