Abitudini alimentari scorrette, come saltare la colazione e cenare tardi la sera, si associano ad un maggiore rischio cardiovascolare

22 Febbraio, 2021

Saltare la colazione, cenare tardi la sera oppure consumare spuntini poco prima di andare a dormire sono comportamenti poco virtuosi che (insieme ad altri fattori, come la scarsa attività fisica, l’abitudine al fumo e scelte alimentari sbagliate) possono incidere negativamente sulla salute. A suggerirlo è questa analisi retrospettiva sulla popolazione giapponese, che ha osservato come queste abitudini, in persone sane, si associano indipendentemente ad un aumento del rischio di eventi quali l’infarto del miocardio, l’angina pectoris, l’ictuse l’insufficienza cardiaca.
I ricercatori hanno valutato i dati di quasi 2.000.000 di persone sane, con un’età media di 45 anni, estratti dal più ampio database giapponese del Japan Medical Data Center (JMDC). Circa la metà dei soggetti (51%) aveva riferito comportamenti alimentari non ottimali. Di questi, in particolare, il 33,9% consumava spuntini dopo cena almeno tre volte la settimana, il 41,3% saltava la colazione e ben il 65,8% cenava poco prima di andare a dormire, tre o più volte alla settimana . Le persone più inclini a questi comportamenti erano con maggiore probabilità obesi e fumatori, con un’elevatacirconferenza addominale, mentre le differenze nella frequenza di dislipidemia e nei valori pressori, rispetto alle persone con abitudini più regolari, erano modeste.
Complessivamente, dopo l’aggiustamento per sesso e per età (fattori di rischio non modificabili) e per altri fattori confondenti, per i soggetti con almeno due comportamenti poco virtuosi, rispetto a coloro che non ne dichiarano, aumentava del 15-20% il rischio di eventi cardiaci (infarto eictus). Per quanto riguarda il rischio di infarto, i comportamenti con effetto meno favorevole risultavano saltare la colazione e consumare spuntini prima di coricarsi, mentre l’abitudine di cenare tardi la sera aumentava maggiormente il rischio di infarto.ictus.
È probabile che, come spiegano gli autori, questi comportamenti alimentari si associano ad un aumento del rischio cardiovascolare peggiorando il livello di alcuni fattori di rischio cardiovascolare classici; è tuttavia possibile che essi siano anche, almeno in parte, dei segnalatori di uno stile di vita poco equilibrato. Lo studio, in ogni caso, conferma che la distribuzione dei pasti che include una colazione mattutina ed una cena consumata non troppo tardi, senza spuntini successivi, si associa ad un più favorevole rischio cardiovascolare.

Possibile associazione tra comportamenti alimentari e malattie cardiovascolari nella popolazione generale: analisi di un database epidemiologico nazionale

Kaneko H, Itoh H, Kiriyama H, Kamon T, Fujiu K, Morita K, Michihata N, Jo T, Takeda N, Morita H, Yasunaga H, Komuro I. Aterosclerosi
. 2021;320:79-85. doi:10.1016/j.atherosclerosis.2021.01.022

BACKGROUND E OBIETTIVI: L’evidenza epidemiologica sulla relazione tra comportamenti alimentari, tra cui saltare la colazione, cenare a tarda notte e fare spuntini prima di coricarsi, ed eventi di malattie cardiovascolari (CVD) nella popolazione generale è scarsa. Abbiamo cercato di esplorare l’associazione tra comportamenti alimentari e successive CVD utilizzando un database epidemiologico nazionale.
METODI E RISULTATI: Le cartelle cliniche di 1.941.125 individui senza storia pregressa di CVD sono state estratte dal Japan Medical Data Center che ha stipulato contratti con più di 60 assicuratori provenienti da diverse regioni del Giappone, tra cui principalmente individui in età lavorativa. Saltare la colazione <3 volte a settimana, cenare a tarda notte <3 volte a settimana e fare spuntini prima di andare a dormire <3 volte a settimana sono stati definiti come comportamenti alimentari ottimali. L’età media era di 45 anni (intervallo interquartile 39-53) e 1.138.676 erano uomini. Il periodo di follow-up mediano è stato di 978 giorni (intervallo interquartile 481-1790). Tra questi, 948.805 individui (48,9%) avevano comportamenti alimentari ottimali, mentre 647.383 individui (33,4%), 283.017 individui (14,6%) e 61.920 individui (3,2%) avevano rispettivamente comportamenti alimentari non ottimali singoli, doppi e tripli. . Gli individui con comportamenti alimentari non ottimali erano più giovani e avevano maggiori probabilità di essere uomini. L’obesità e la circonferenza della vita alta sono state osservate più comunemente nei soggetti con comportamenti alimentari non ottimali. L’analisi di regressione multivariata di Cox ha mostrato che, rispetto all’assenza di comportamenti alimentari non ottimali, avere comportamenti alimentari non ottimali avrebbe un rischio più elevato di infarto miocardico, angina pectoris, ictus e insufficienza cardiaca. Tuttavia, la relazione dose-risposta non era chiara nell’associazione tra il numero di comportamenti alimentari non ottimali e le malattie cardiovascolari incidenti. Anche l’analisi di regressione multivariata di Cox dopo imputazione multipla per valori mancanti ha mostrato l’associazione tra comportamenti alimentari non ottimali e CVD incidente.
CONCLUSIONI: Utilizzando un database epidemiologico a livello nazionale, abbiamo trovato una possibile relazione tra comportamenti alimentari tra cui saltare la colazione, cenare a tarda notte e fare spuntini prima di coricarsi, e conseguenti eventi cardiovascolari nella popolazione generale, suggerendo la potenziale importanza di mantenere comportamenti alimentari ottimali per la popolazione primordiale e prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari nella popolazione generale.

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