Abitudine al fumo e rischio cardiovascolare: l’eventuale aumento di peso dopo l’abbandono delle sigarette non ne compromette i benefici per la salute

08 Luglio, 2021

Per quanto smettere di fumare esponga spesso, almeno inizialmente, a un aumento del peso corporeo, tale effetto sembrerebbe non compromettere i benefici dell’abbandono del fumo sul rischio di incorrere in patologie cardiovascolari. Questi i principali risultati di un’analisi prospettica che ha valutato i dati di quasi 70 mila soggetti afferenti alla coorte del Japan Public Health Center study.

Nel corso dei 15 anni del follow up i ricercatori hanno rilevato periodicamente le informazioni relative allo stile di vita dei soggetti allo studio, compresa l’abitudine al fumo, e i parametri antropometrici, registrando al tempo stesso gli eventi clinici di natura cardiovascolare. Dall’analisi dei dati è emerso che la cessazione del fumo di sigaretta si associava a un minor rischio di incidenti cardiovascolari, coronarici e di ictus, indipendentemente dalle variazioni in positivo del peso. Nello specifico, anche per coloro che avevano smesso più recentemente (da meno di 5 anni), il rischio di incorrere in patologie cardiovascolari era complessivamente inferiore del 34% rispetto a coloro che avevano mantenuto l’abitudine al fumo. Inoltre, tra i fumatori che avevano smesso di fumare più recentemente senza aumentare di peso o con un aumento ponderale compreso tra 1 e 5 kg la probabilità di incorrere in un evento cardiovascolare si manteneva comunque più bassa (ridotta rispettivamente del 34 e 29%) rispetto a coloro che avevano continuato a fumare. Il rischio cardiovascolare era ridotto del 30% circa anche tra gli ex-fumatori che nel breve periodo erano andati incontro a un aumento ponderale superiore a 5 kg dopo l’eliminazione delle sigarette rispetto ai fumatori regolari, anche se per il numero ridotto del primo gruppo di soggetti tale differenza non risultava significativa.

Differenziando la popolazione per età, gli autori dello studio hanno anche osservato, non sorprendentemente, che coloro che smettevano di fumare prima dei 60 anni avevano una minore probabilità di ammalarsi rispetto a coloro che decidevano di smettere dopo avere compiuto i 60 anni, anche se andavano incontro ad un aumento di peso, confermando che smettere di fumare in età più giovane comporta maggiori benefici per la salute cardiovascolare.

In conclusione, molto probabilmente i vantaggi derivanti dall’abbandono dell’abitudine al fumo superano di gran lunga i possibili rischi legati all’aumento di peso che spesso si osserva negli ex-fumatori. Tra i possibili meccanismi di questo effetto favorevole va ricordata la riduzione del rischio di trombosi, il miglioramento della disfunzione endoteliale, e soprattutto dello stato infiammatorio e dello stress ossidativo dell’organismo, che tipicamente si associano al fumo di sigaretta.

Smoking cessation, weight gain and risk of cardiovascular disease

Wang X, Dong JY, Cui R, Muraki I, Shirai K, Yamagishi K, et al.
Heart. 2021 Jun 2:heartjnl-2021-318972. doi: 10.1136/heartjnl-2021-318972. Epub ahead of print.

OBJECTIVE: To examine whether the relationship between smoking cessation and risk of cardiovascular disease (CVD) was modified by weight gain.
METHODS: A total of 69 910 participants (29 650 men and 46 260 women) aged 45-74 years were grouped into six groups by smoking status in the first and 5-year surveys: sustained smokers, recent quitters according to postcessation weight gain (no weight gain, 0.1-5.0 kg, >5.0 kg), long-term quitters and never smokers. Quitting smoking within and longer than 5 years were defined as recent and long-term quitters, respectively. We used Cox proportional hazard models to estimate the HR for incident CVD, coronary heart disease (CHD) and stroke.
RESULTS: We identified 4023 CVDs (889 CHDs and 3217 strokes) during a median of 14.8 years of follow-up. Compared with sustained smokers, the multivariable HR (95% CI) for CVD was 0.66 (0.52 to 0.83) for recent quitters without weight gain, 0.71 (0.55 to 0.90) for recent quitters with weight gain of 0.1-5.0 kg, 0.70 (0.44 to 1.10) for recent quitters with weight gain of >5.0 kg, 0.56 (0.49 to 0.64) for long-term quitters, and 0.60 (0.55 to 0.66) for never smokers. The analysis restricted to men showed a similar association. Prespecified analysis by age suggested that recent quitters overall had a lower HR for CVD among those aged <60 years vs ≥60 years. Similar patterns of association were observed in CHD and stroke.
CONCLUSIONS: Postcessation weight gain did not attenuate the protective association between smoking cessation and risk of CVD.

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