CONFERENZA INTERNAZIONALE Sistema di Allerta Rapido (RASFF) nel Settore Alimentare e dei Mangimi nell’Unione Europea

19 novembre 2013

A distanza di circa 10 anni dall’approvazione del Reg.(CE) 178/2002, che fra l’altro riguarda anche il Sistema RASFF, il Convegno intende condividere le esperienze sinora maturate e promuovere ulteriormente l’armonizzazione europea in questo settore.

L’art. 50 del Reg. (CE) 178/2002 ha istituito il “Sistema Europeo di Allerta Rapido (RASFF)”. Si tratta, come è ben noto agli addetti ai lavori, di una rete che comprende Stati Membri dell’UE, Commissione Europea ed EFSA, e che prevede l’obbligo, per qualsiasi membro della rete che sia a conoscenza dell’esistenza di un serio rischio, diretto o indiretto, per la salute umana derivante da alimenti o mangimi, di notificarlo alla Commissione Europea, per l’ulteriore trasmissione agli altri componenti della rete. Il Regolamento (UE) n. 16/2011 della Commissione, del 10 gennaio 2011, entrato in vigore il 31 gennaio 2011, reca le disposizioni di applicazione relative al sistema di allerta rapido per gli alimenti e i mangimi, provvedendo alla codifica delle regole contenute nell’art. 50 del Reg.178/2002. Il sistema in questione ha una grande importanza per la tutela della salute dei consumatori, facilitando la circolazione delle informazioni necessarie per la rimozione dei prodotti che possono comportare un serio rischio dalla catena alimentare o dei mangimi.

Ovviamente, l’uniforme e coerente applicazione delle procedure di applicazione dei regolamenti comunitari ricordati, all’interno di ciascuno dei 27 Stati Membri dell’Unione Europea e fra di essi, rappresenta, in considerazione dell’ampiezza e della varietà dei soggetti aziendali ed istituzionali coinvolti, un’autentica sfida. D’altra parte, le modalità di applicazione a livello locale delle normative ricordate rivestono un’importanza fondamentale, sia per assicurare un equivalente livello di tutela dei consumatori in diversi Stati dell’Unione dai rischi in questione e sia per armonizzare l’impatto delle misure cautelative adottate sulle aziende responsabili della produzione di alimenti o mangimi nei vari Paesi.

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